Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
.

venerdì 16 settembre 2011

Il Tempio

Tutti i luoghi "normali" sono sacri, abitati da forze e dotati di precisi significati: ciò li rende qualitativamente diversi dagli spazi profani e non consacrati. I luoghi sacri esprimono una Geografia Sacra (che non ha nulla a che vedere con la geografia convenzionale) che ruota intorno a punti fissi, a Centri, ad "omphalos" che forniscono un "orientamento".

La Geografia Sacra si fonda su un concetto di Spazio Sacro che è essenzialmente "esperienza", primariamente con il Divino: i luoghi sono quindi esperienze qualtitative eccezionali

Su questi presupposti si basa il concetto di "Tempio" (Templum). Esso è uno spazio sacro delimitato da un Pontefice o da un Augure per mezzo di un lituo sul suolo, nell'acqua, nell'aria o nel sottosuolo dove viene riconosciuta la presenza di un Dio/Dea (Tempio Originario). Il Tempio è uno spazio qualitativamente diverso dall'ambiente che lo circonda il cui tracciato ideale separa due spazi che indicano la distanza fra due modi di essere: la sua soglia indica la frontiera ed il punto di comunicazione fra questi due mondi. Da ricordare che la soglia del tempio ha i suoi "custodi" e la porta rappresenta sempre un "passaggio" (Giano).

Il Tempio conserva al suo interno un punto "assiale" ovvero l'apertura ideale per la comunicazione con il Divino: il Tempio deve essere sempre idealmente "aperto" ed alcuni di essi possono divenire "Porta degli Dei/Dee" cioè punti di contatto fra la Terra ed il Cielo.

Gli uomini (nemmeno un Pontefice od un Augure) non possono scegliere un luogo sacro o un tempio: lo possono semmai scoprire per mezzo dei segni che rivelano la sacralità di un luogo. Un segno si può manifestare a seguito di una legum dictio (richiesta di un segno) e ciò può indicare che quel luogo sacro delimitato dal Tempio (come spazio di osservazione di segni) può accogliere segni di un numen.

Il Tempio è uno spazio "quadrilatero" orientato (simbologia del quadrato-quadrilatero): allo stesso tempo esso diventa strumento di orientamento. Diventa un Centro.

Quando è circolare assume un significato diverso (simbologia del cerchio).

Dopo l'esito positivo della legum dictio il Tempio deve essere sottoposto ad inauguratio, consecratio e dedicatio.

Inauguratio: l'Augure o il Pontefice hanno posto domande precise che richiedono un "sì" o un "no" che richiedono risposte che si manifestano con segni naturali. La domanda e l'interpretazione del/i segno/i avviengono ritualmente all'ingresso di una tenda (tabernaculum) o sulla stuoia collocata al centro del quadrilatero sacro che è stato delimitato con il lituo nel punto in cui si incrociano i due assi orientati di questo spazio. Non devono essere presenti ferro o nodi e deve esserci una prevalenza del colore Bianco. 

In caso di assenza di segni si rimanda la consultazione a giorno più propizio. 

Consecratio: il Pontefice toccando uno stipite della porta pronuncia le sollemnia  pontificalis carminis verba ovvero le formule prescritte per la consecratio.

In caso di presenza di segni, essi devono essere interpretati e riconosciuti (non tutti i segni sono augurali - superstitio): quindi bisogna capire a quale forza (numen) appartengono questi segni per "nominare" il Dio/Dea cui affidare il Templum (dedicatio). La dedicatio viene espressa con un formula precisa (precatio) dal Pontefice

Sul Tempio Originario è anche possibile costruire un edificio sacro che presenta alcuni elementi essenziali come ad esempio:
  • le Fondamenta Sacre (che devono essere consacrate separatamente poichè affondano nel Mondo Infero)
  • la Pietra Angolare (e relativa simbologia e rituale)
  • le Colonne (rappresentano gli alberi sacri ciascuno abitato da una Divinità specifica: il loro numero deve quindi seguire la numerologia sacra)
  • la Scala (simbologia della "scala" - elevazione - e relativa numerologia sacra per i gradini)
  • l'Ara/Altare (per lo svolgimento dei sacrifici e le offerte: libatio)
  • i Muri Perimentrali (rappresentano l'atmosfera)
  • il Soffitto (rappresenta la volta celeste)
  • la Porta (simbologia del passaggio invocazione a Giano)
  • il Punto assiale (apertura)

Il Tempio può raccogliere i simboli pertinenti il Dio/Dea: per la religione popolare si può anche pensare ad una statua raffigurante il Dio o la Dea (da evitare tuttavia quando è possibile).

Esistono molti Templi originali e naturali e Templi Edifici che sono stati anticamente consacrati dagli antichi auguri e pontefici secondo i riti autentici ed originari. 

Per quanto riguarda i Templi Edifici, molti di essi sono solo "ombre" o in rovina, alcuni sono chiusi ed usati come attrazione turistica, ed ad altri  sono stati sovrapposti delle chiese cristiane. In quest'ultimo caso bisogna fare molta attenzione: soprattutto nel caso delle basiliche romaniche. Questa sovrapposizione non è solo architettonica: spesso queste chiese conservano un gran numero di simboli tradizionali tali da farle sembrare dei Templi Tradizionali "camuffati" da chiesa.

Ai nostri Templi dovrebbe essere garantita pari dignità religiosa e tutela sia pubblica che da parte degli Antichi Credenti. Prossimamente fornirò indicazioni per alcuni di questi siti.

mercoledì 7 settembre 2011

Traditional Symbols: the Double Spiral

Approaching to Gods/Goddesses implies the adoption of a "language" totally different from the profane one used by "common people". This language is mainly composed of symbols pertaining the Sacred Science: a knowledge of these symbols thus allows an articulation and understanding of this language to communicate with Deities.
 
This knowledge is essential also to correctly perform, with their more profound and real sense and meaning, to rites, even those simpler, which otherwise remain only a series of meaningless acts and formulas.
 
Acknowledging the traditional symbols allows also to see the world with different eyes and sight. Maybe this knowledge, in its deepest articulation, is not possible for all, but just the capability to see them with their basic meaning is an important step to create a personal awareness, a first step towards the "awakening".
Here it is not possible to analyze these symbols in detail, but rather to provide some interpretative keys to see them, placing them into their proper dimension.

A first important symbol in the Traditional Roman Religion is surely the Double Spiral.


This symbol is very diffused and profane people consider it just an ornamental and decorative element.
 
The Double Spiral represents "the Manifestation under its double aspect". It describes the complete development of a Cycle (i.e. Birth and Death), evolution and involution: it is the representation of the Universal Force unraveling from two Poles spooled by the spirals.
The Double Spiral shows many similarities with the symbol of  yin-yang because it identifies two opposite and complementary forces or the double action of a single Force. Other similarities may be found with the Caduceus, Dioscures or the two figures with the snake in the Lararium.
 
The circles described by the spirals represent also the celestial and infernal circles (superior and inferior status respect to the human dimension), previous and future cicles, ascending an descending processes, manifested and non-manifested spheres.
The spiral describes a "spiritus" or a "breath": universal aspiration and expiration (solve et coaugula). All this involves both the macrocosmic and the microcosmic dimensions.
The Double Spiral thus is the symbol showing us the essentials of the Great Law governing the whole Universe.

Simboli Tradizionali: la Doppia Spirale

Avvicinarsi agli Dei/Dee implica l'uso di un linguaggio totalmente diverso da quello profano utilizzato dagli uomini e dalle donne "comuni". Questo linguaggio è principalmente composto da simboli appartenenti alla Scienza Sacra: la conoscenza di questi simboli permette quindi di articolare e comprendere questo linguaggio per comunicare con il Divino.

Questa conoscenza permette inoltre di attrbuire un senso ed un significato reale ai riti, anche quelli più semplici, che altrimenti sarebbero solo una serie di di gesti e formule privi di senso.

Riconoscere i simboli tradizionali consente di vedere il mondo con altri occhi. Non tutti possono arrivare alla comprensione completa e profonda del significato di questi simboli, ma già il fatto di poterli riconoscere è un primo passo verso la creazione di una consapevolezza personale, un primo passo verso il "risveglio".

In questa sede non è possibile analizzare in dettaglio il significato di questi simboli, ma è possibile fornire qualche chiave interpretativa per riconoscerli e collocarli nella loro dimensione.

Un primo simbolo fondamentale nella Religione Tradizionale Romana è certamente .quello della Doppia Spirale.


Questo simbolo è molto diffuso e i profani lo scambiano per un motivo ornamentale e decorativo.

La Doppia Spirale rappresenta "la Manifestazione sotto il suo duplice aspetto". Essa descrive lo svolgimento completo di un Ciclo (ad es. nascita e morte), l'evoluzione e l'involuzione: è la rappresentazione della Forza Universale che si dipana da due Poli avvolti dalle spirali.

La Doppia Spirale presenta molte analogie con il simbolo orientale dello yin-yang poichè anche in questo caso si identificano due forze opposte, ma complementari ovvero la duplice azione di un'unica Forza. Altra simlitudine può essere trovata con il Caduceo, con i Dioscuri, con le due figure presenti insieme al serpente arrotolato nel Larario.

I cerchi descritti dalle spirali indicano inoltre i cerchi celesti e quelli infernali (stati superiori e inferiori rispetto a quello umano), i cicli precedenti e successivi, ascesa e discesa, manifesto-non manifesto.

La spirale descrive uno "spiritus" ovvero un soffio: espirazione e aspirazione universale (solve et coaugula). Ciò si manifesta nel macrocosmo così come nel microcosmo.

La Doppia Spirale quindi è il simbolo che ci parla della legge che governa l'Universo.


venerdì 2 settembre 2011

September

The name of this month derives from the fact to be the 7th month in the ancient calendar, beginning on March, of King Numa.

September is dedicated to Jupiter (Iuppiter means "God Father") representing the sacralization of Authority in particular social and public authority, like his female polarity Juno.

Jupiter thus represents the State and the Family as social institutions. He represents, as cosmic energy, the sky, the rain, the snow, the lightning and the dew.

Sacred animals to Jupiter are the eagle and the vulture.
Sacred tree to Jupiter is the Oak: Jupiter may manifest himself through the whoosh of the oak's leaves

Jupiter has a long list of appellations (Indigitamenta) among which Lucetius (Light's Origin), Pluvius (raining), Fulgurator (Day Lightning) Summanus (Night Lightning), Pantocrator (Lord of anything), Trioculos (with three eyes), Prodigalis (prodigies Liberator), Penninus (Lord of peaks).

The main Jupiter's symbol is the Lightning

Settembre

Il nome di questo mese deriva dal fatto che era il settimo mese dell'antico calendario del Re Numa che iniziava a Marzo.

Il mese è dedicato a Giove (Iuppiter significa "Dio Padre") e rappresenta la sacralizzazione dell'Autorità con una forte connotazione sociale e pubblica, come avviene per la sua polarità femminile Giunone.

Giove pertanto rappresenta lo Stato e l'istituzione famigliare. Rappresenta come energia il cielo, la pioggia, la neve, il fulmine, il tuono e la rugiada.

Gli animali sacri di Giove sono l'aquila e l'avvoltoio.
La pianta sacra a Giove è la quercia. Giove può manifestarsi attraverso il fruscio delle fronde delle querce.

Giove è protagonista di una serie lunghissima di appellativi (Indigitamenta) tra i quali Lucetius (Origine della Luce del Giorno), Pluvius (Piovoso), Fulgurator (Fulmine diurno), Summanus (fulmine della notte), Pantocrator (Signore di Tutto), Trioculos (dai tre occhi), Prodigalis (Liberatore da incantesimi), Penninus (Signore delle Vette).

Il simbolo principale di Giove è comunque il fulmine.

lunedì 1 agosto 2011

August

The original name of this month is Sextilis because it was the 6th month in the Ancient Calendar. Then it was named Augustus in honor of the Emperor Augustus.

The name "Augustus" is avery complex term: just thinking to the fact that the prefix "aug" connotates also names like "augur" or "augurium". In any case it evidences a polarization of energy.
This month is dedicated to harvest, storage and conservation (in a broader sense).

In particular August is dedicated to the Goddess Diana or the female polarity of Apollo.

Diana is defined as "Always Distant": she is a non-urban Goddess because she represents the sacralization of woods, forrests and wild places.

Her frantic dance, reserved only to women, is named "Ridda".

During the day Diana protects wild animals preserving their lives; during the night she hunts them giving them Death. In this way Diana embodies both Life and Death as deriving from an unique source.

Sacred animals to Diana are: lion, bear, deer, quail and hunting dog.

As Apollo is represented by the Sun, Diana is represented by the Moon. Her main symbol is the Bow representing the crescent moon and the "wild weapon".

Agosto

Il nome originale di questo mese è Sextilis poichè era il sesto mese del calendario antico. Venne denominato Augustus in onore dell' Imperatore Ottaviano Augusto.
Il termine "Augustus" è molto complesso: basti pensare che la particella "aug" si ritrova in denominazioni come "augur", "augurium". In tutti i casi rappresenta una polarizzazione di energia.

Il mese è dedicato alla raccolta e alla conservazione. In particolare il mese è dedicato a Diana ovvero la polarità femminile di Apollo.

Diana viene definita come la "Sempre Lontana": si tratta di una Dea non-urbana poichè rappresenta la sacralizzazione dei boschi, delle foreste e dei luoghi selvaggi.
La sua danza sacra, riservata esclisivamente alle donne, è la "Ridda".
Durante il giorno Diana protegge gli animali selvatici e ne preserva la vita; durante la notte Diana va a caccia di animali selvatici e ne apporta la morte. In questo modo questa Dea impersonifica sia la vita che la morte come unica sorgente.

Gli animali sacri di Diana sono: la quaglia, il leone, l'orso, il cervo ed il cane da caccia.

Come Apollo è rappresentato dal Sole, Diana è rappresentata dalla Luna. Il suo simbolo principale è l'Arco che rappresenta la Falce di Luna e "l'arma selvaggia".

venerdì 22 luglio 2011

The House

The House, in the Traditional Roman Religion, has a strong symbolic meaning and an important sacred value. This is a very complex issue, difficult to be discussed here. Nonetheless I will briefly cite some relevant topics.

It is thus rather difficult to describe all the religious implications linked to the house. Yet it's important just to mention that the house is the site where a family lives. A family is sacred and ritually linked to Vesta: consequently the house is sacred to Vesta.

All the sacred sites to Vesta (templum) are named "houses" having always a circular shape: the houses of Vesta are not-oriented sites where the shape and figure of a circle is the Cosmos description, the Universe. From these first conclusions is already quite evident that the house is simbolically linked to the Universe, to Cosmos in opposition to Chaos. The House is thus a protection from Chaos.

The House is also a sacred private space of the private familiy rites and cults: from libatio to the meals, etc. The house is the place where the Lares Domestici are placed.

As already mentioned, the house has some complex sacred values because it has to be considered a structured sacred space where the family is in constant contact and communicate with the Deities. The house is a sacred space structured around a "centre": the house, like the "house of Vesta" whose centre is a sacred fire, is the representation of Cosmos. House and Cosmos are thus the same.

For this reason, like the Cosmos has an ideal centre, an immobile Pillar around which the Universe rotates (the relation stability-movement: simbology of the Wheel and the Tree), similarly the house has its own Centre. The poet Homer describes that the House of Ulysses has been built around a great tree: the pillar of the House-Cosmos.

In a house, according to the Traditional Roman Religion, the centre is represented by the altar of the Gods Penates. The Penates (Poenus) are the Gods of the Centre and their place is the Centre of the House.

A traditional house must also have an upper opening in order to make possible the communication and the passage to the superior dimension (Sky-Earth-Man/Woman). If we look at the Pantheon in Rome, which is a summa of the entire ancient symbology, we can see that this upper opening is well represented by the Pantheon's Eye.

Our houses sumbolically communicate with the superior dimension through the "smoke path" or the chimney.

The Ancient roman houses (domus) are an important representation of the sacred function of communication and passage in a traditional house. These houses were characterized by the so called "broken roof": the house was closed towards the outside but it was completely open towards the sky through a great central opening in the roof. In a profane sense, this opening could be used to collect the rain into the impluvium, but it had a ritual role to allow a direct contact with the Superior Dimension connecting the house to the Universe, the Transcendence.

The modern houses, as anything else, cannot transmit any religious experience. They have no symbolic openings towards the Universe. The modern house is finally deprived of its sacred function and reduced to a mere structural expression.

It's up to us to reverse such a condition.

La Casa

Anche la casa, nella Religione Tradizionale Romana, ha un forte significato simbolico ed una importante valenza sacra. Si tratta di questioni piuttosto complesse che, in questa sede per brevità, accennerò in modo sintetico.

E' infatti molto difficile descrivere tutte le implicazioni "sacre" della casa: basta pensare che essa è in primo luogo la sede di una famiglia che è, per definizione, consacrata a Vesta. I luoghi sacri a Vesta si chiamano infatti "case" e sono di forma circolare: sono luoghi non orientati in cui la forma geometrica del cerchio descrive il Cosmo, l'Universo. Già da questo si deve cominciare a capire che la casa simbolicamente è legata in qualche modo al Cosmo.

La casa resta uno spazio sacro privato dove si svolgono i riti privati della famiglia: dalla libatio al consumo dei pasti, ecc... E' il luogo dove vengono ospitati i Lares Domestici.

Come già accennato, la casa detiene delle valenze sacre più complesse perchè di fatto essa è uno spazio sacro strutturato dove la famiglia è in contatto e comunicazione costante con gli Dei/Dee. La casa è infatti uno spazio sacro strutturato intorno ad un "centro": essa, come le "case di Vesta" è una riproduzione e rappresentazione del Cosmo. Casa e Cosmo si identificano.

Per questo, come il Cosmo possiede un Centro ideale, un Pilastro immobile intorno al quale ruota l'Universo (rapporto stabilità-movimento: simbologia della ruota e dell'albero), allo stesso modo la casa ha un suo centro. Omero descrive la casa di Ulisse costruita intorno ad un grande albero: il pilastro della casa-Cosmo.

Nella casa della Religione Tradizionale Romana il centro della casa è rappresentato dall'altare agli Dei Penati. I Penati (Poenus) sono gli Dei del Centro ed il loro sito è il centro della casa.

Una casa tradizionale deve avere un'apertura superiore per rendere possibile la comunicazione ed il passaggio alla dimensione superiore (Cielo-Terra-Uomo). Se osserviamo il Pantheon a Roma, che è la summa di tutta la simbologia antica, osserveremo che questa apertura è ben rappresentata dall'Occhio del Pantheon.

Le nostre case comunicano simbolicamente con la dimensione superiore tramite "il percorso del fumo" ovvero il "camino" (notare in italiano il nesso camino-cammino).

Le antiche Domus Romane sono una importante rappresentazione architettonica della funzione sacra di comunicazione e passaggio della casa tradizionale. Esse infatti erano caratterizzate dal cosiddetto "tetto spezzato": la casa era chiusa verso l'esterno, ma aperta verso l'intero e verso il Cielo tramite una grande apertura centrale del tetto. Essa, in senso profano, magari poteva anche servire a far confluire l'acqua piovana nell'impluvium, ma aveva lo scopo rituale di consentire un contatto diretto della casa e della sua famiglia con il Mondo Sovrumano e collegare la casa con il Cosmo, la Trascendenza.

Le case moderne, come tutto del resto, non veicolano alcuna esperienza religiosa, non hanno aperture simboliche verso il Cosmo: la casa è depauperata del suo significato sacro e degradata a mera espressione architettonica.

Sta a noi cambiare tutto questo.

giovedì 7 luglio 2011

Luglio/July

L'antico nome di questo mese è Quintilis poichè era il quinto mese dell'antico calendario di Numa che iniziava a Marzo. In seguito venne chiamato Julius in onore di Giulio Cesare.

Il mese è dedicato ad Apollo (polarità machile): si tratta quindi di un periodo dedicato alla trascendenza, alla saggezza, alla medicina, alla musica e alla poesia.

Apollo viene associato al Sole: viene anche definito come "colui che esiste senza dipendere dagli eventi del Mondo", "colui che sta in disparte", "l'astratto" o "il sempre lontano".

Gli animali sacri ad Apollo sono: il cigno, il lupo, il cervo e soprattutto il delfino.
Le piante e gli alberi sacri ad Apollo sono: il cipresso, il giacinto e l'alloro.

Ad Apollo (e a Diana sua polarità femminile) erano dedicati i Ludi Saeculares che si tenevano a Roma ogni cento anni.
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The original name of this month was Quintilis because it was the fifth month in the ancient calendar of King Numa. Then it was named Julius in honour of Julius Caesar.


This month is dedicated to Apollo (male polarity): this is thus a period dedicated to transcendence, wisdom, medicine, music and poetry.


Apollo is associated to the Sun and to "what exists without depending on the world's events" being also defined as "who stands aside", "the Abstract" or "Always Distant".


Sacred animals to Apollo are: swan, wolf, deer and, above all, dolphin.
Sacred plants and trees are: cypress, hyacinth and laurel.

Ludi Saeculares were dedicated to Apollo (and to Diana - his female polarity): these games were held in Rome every 100 years.

venerdì 10 giugno 2011

Myths

An Ancient Beliver cannot even imagine that Deities can have human appearance: arms, legs, long beards, cloths, etc. Anthropomorphous representations, typical in statues, are popular figurations in which finally mankind represents and beatifies itself.

Deities can be perceived and they can be represented by their sacred symbols. All this is passed on and described by Myths. Myths are not fairy tales or legends: they are sacred stories directed to reveal a "mystery" focused on Gods and Goddesses or Heroes and Ancestors. A myth describes a sacred reality happened in illo tempore, ab origine.

Myths describe sacred realities becauses what is sacred is what is real by definition because it has an exemplary model. What is profane has no exemplary models.

In this way, for example agricultural works are sacred activities becaused based on rites revealed by the Divine through a myth. Today agriculture is not a sacred activity being a profane act because based only on the land exploitation for economic purposes, only to produce food, to gain money. Deprived by its sacred meaning, agriculture becomes a bleak and non-sense activity: the effects of such a change are evident to us everyday.

These considerations can be extented to all the human activites in the contemporary society: anything is completely deprived by any religious meaning. We are making only profane acts. and no God or Goddess or Ancestor has never revelaed a profane act.

Anything linked to a myth is sacred: what is made by mankind is profane and not real. The more man/woman is religious, the more he/she is comform to exemplary models inspired by the Divine: the more a man/woman is religious, the more he/she becomes real. It's a form of progressive awaking.

This is maybe the aim and the meaning of any myth: they drive us towards the sacred sphere and therefore in the sphere of reality within a Sacred Space and Time. Myths create exemplary ethical models giving a sense both to physiological events (i.e. food and nutrition) and social functions (politics, economy, etc.)

When undertaking the Via on the one hand, imitating Gods and Goddesses, we remain in a sacred dimension. On the other hand, with a ritualization of acts and gestures, we sacralize the World and, with our religious behaviour, we contribute to defend the sacralization of the World itself.

Miti

Nessun antico credente può credere che le divinità abbiano sembianze umane, con braccia, barba, vestiti... La rappresentazione antropomorfa tipica delle statue è una figurazione popolare in cui alla fine l'uomo raffigura e beatifica sè stesso.

Le Divinità si percepiscono e si rappresentano tramite i simboli che sono loro propri. E tutto questo è tramandato e descritto dai miti. I miti non sono leggende o storie: sono racconti sacri diretti a rivelare un mistero in cui i protagonisti sono gli Dei o le Dee o gli Eroi. Il mito descrive eventi avvenuti in illo tempore, ab origine.

Il mito tratta di realtà sacre perchè il sacro è il reale per eccellenza dato che possiede un modello esemplare. Il profano non ha alcun modello esemplare.

In tal modo il lavoro agricolo ad esempio è un'attività sacra perchè è un rito rivelato dal divino tramite un mito. Oggi il lavoro agricolo è un'attività desacralizzata: quindi è un atto profano basato solo sullo sfruttamento della terra per fini economici, per nutrirsi, per guadagnare. Senza il suo significato religioso, il lavoro agricolo diventa squallido e privo di senso: e gli effetti li vediamo tutti i giorni.

Ciò vale per gran parte degli atti della società contemporanea che è completamente priva di simbolismo religioso. Svolgiamo solo atti profani. E nessun Dio o Dea o Antenato ha mai rivelato un atto profano.

Tutto quello che è legato al mito è sacro: ciò che è fatto solo dall'uomo è profano e irreale. Più l'uomo è religioso, più uniforma i suoi comportamenti a modelli esemplari ispirati dal Divino: più l'uomo è religioso, più diventa reale. E' una forma di risveglio.

Questo è lo scopo ed il senso più profondo del mito: spingerci nel sacro e quindi nel reale di uno Spazio ed un Tempo Sacro. I miti creano modelli etici esemplari che danno un senso sia ad eventi fisiologici (ad es. l'alimentazione) sia a funzioni sociali (politica, attività marziale, ecc...).

Rimanendo sulla Via da un lato, imitando gli Dei e le Dee, ci manteniamo nel sacro. Dall'altro, con la ritualizzazione di gesti ed azioni, sacralizziamo il Mondo e con il nostro comportamento religioso, contribuiamo a difendere la sacralizzazione del Mondo.

mercoledì 1 giugno 2011

June

This month is enterely devoted to women. Juno has his name from Juno a great Goddess representing the sacralization of the female being.

Juno represents marriage, fertility, birth and motherhood. Her sacred ministress, the flaminica - the flamen Dialis' wife (Jupiter Minister) every first day of the month, sacrificed to Juno a white heifer to ask protection for women.

Sacred animals for Juno are: goose and crow.
  • Juno Fluonia - sacralization of menstruation
  • Juno Domiduca - sacralization of the movement of the young wife to her new house
  • Juno Cinxia - sacralization of the opening of the young wife belt after the marriage
  • Juno Juga e Iunxia - sacralization of wedding
  • Juno Lucina - sacralization of birth
Juno is the female polarization of the Genius. Every man has his own Genius or his spiritual and invisible copy who keep the material part alive. In the same way every woman has her own Juno.

Juno and Genius give to individuals suggestions and advices, force, energy and determine individual attitude. At every birthday men and women celebrate their respective Genius or Juno.

Giugno

Questo mese è interamente dedicato alle donne. Giugno trae il suo nome dalla Dea Giunone che rappresenta la sacralizzazione dell'essere femminile.

Giunone rappresenta il matrimonio, la fecondità, il parto e la maternità. La sua sacerdotessa, la flaminica moglie del flamen Dialis (di Giove) ogni primo giorno del mese sacrificava una giovenca bianca per invocare la protezione su tutte le donne.

Animali sacri a Giunone sono: l'oca e la cornacchia.

  • Juno Fluonia - sacralizzazione del ciclo mestruale
  • Juno Domiduca - sacralizzazione del trasferimento della sposa nella nuova casa
  • Juno Cinxia - sacralizzazione dello scioglimento della cintura della sposa il giorno delle nozze
  • Juno Juga e Iunxia - sacralizzazione del matrimonio
  • Juno Lucina - sacralizzazione del parto

Giunone (Juno) è il femminile di Genius. Ogni uomo ha il suo Genius ovvero il suo doppio spirituale ed invisibile che tiene in vita la parte materiale. Allo stesso modo, ogni donna ha la sua Juno.
Juno e Genius consigliano, determinano il carattere, danno forza. Ad ogni compleanno gli uomini e le donne ricordano e festeggiano il rispettivo Genius o Juno.

giovedì 19 maggio 2011

Libatio

LIbatio is the most common and immediate sacrificial act. It is important to note that a sacrifice, in the traditional roman religion, not always implies animal killings. On the contrary, the most ususal expression of sacrifice was and still is the libatio as superior bloodless manifestation of the inclination to sacrifice.

Sacrificium e Sacrificare mean "making sacred" or making a translation into the divine dimension and opening a link with the divine sphere. The central core of a sacrifice is the execution of a rite through which, with an offer, the destruction of dissolution of something is made in relation with an invisible entity.

According to Ovid, the term libatio derives from Liber or Dionysus: this God brought libatio as a tradition coming from the Vedas of Ancient India. Libamina are the offerings in the libatio. They are, in order of importance: wine (an offer from a plant), milk (an offer from an animal), water (an offer from Mother Earth). Nonetheless other kind of libamina (food, seeds, etc.) can be offered.

Libatio is a form of private sacrifice thus expressing a dissolution, "a destruction in order to have something". The most common gesture in a libatio is the pouring of a liquid into the fire or on the ground.

Any moment of the day may be good (fas) to make a libatio, but the main libationes are those of the morning and those of the evening (libatio before sleeping and libatio when the sacred light comes back). the normal everyday life can be considered as such (it means: sacred) when included, through a circular movement, between these two polarizing acts.

A libatio, according to the ancient rite deriving from the Vedas heritage, can be made pouring four spoons of milk (wine or water) into a bigger spoon and from this pouring milk into the fire or on the ground (twice). A kind of simpler libatio involves the pouring of four spoods of milk (or wine or water) into a bowl and, with a well stretched (left) arm, from this pouring milk (wine or water) on the ground (twice). Please remeber that during a libatio it's better not to hold iron objects or knots.

A libatio with water always implies a purification rite.

More complex rites or those involving important moments of a family life or the consacration of a site may imply more complex libationes: a libatio with wine first, then with milk and finally with water.

The ancient rite, deriving from the Vedas tradition, implies this formula: "the God/Goddess who draws this libatio, being grabbed by this libatio, take-support-fulfil the desire for which he/she draws it"

Please note that this formula, like others, can be expressed in silence, murmured or expressed aloud: there are great differences in this (mens and vox) I'll describe in the future.

From this, it is clear enough that libatio is an instrumental rite in order to create and have the support of the divine during the day course or during the making of some acts.

Libatio

La libatio è l'atto sacrificale più semplice e più immediato. E' opportuno ricordare che il sacrificio, nella religione tradizionale romana, non implica sempre uccisioni di animali. Al contrario la forma di sacrificio più frequente era e resta la libatio come massima espressione non cruenta dell'attitudine a sacrificare.

Sacrificium e Sacrificare vogliono dire "rendere sacro" ovvero muoversi nella dimensione del divino ed aprire un collegamento con la sfera del divino. L'essenza del sacrificio è lo svolgimento di un rito con cui si pratica, tramite un'offerta, la dissoluzione di qualcosa in relazione con una presenza invisibile.

Secondo Ovidio, il termine libatio deriva da Liber ovvero Dioniso: questo Dio avrebbe introdotto la libatio come tradizione proveniente dall'India Vedica. Libamina sono le offerte della libatio, principalmente, in ordine di importanza: vino (offerta da una pianta), latte, (offerta da un animale), acqua (offerta dalla Madre Terra). Tuttavia anche altre libamina possono essere offerte.

La libatio è una forma di sacrificio privato che esprime quindi una dissoluzione, "una distruzione per avere". Il gesto più comune della libatio è l'atto di versare un liquido nel fuoco o sulla terra. Qualunque momento della giornata può essere indicato per effettuare una libatio, ma le libatio principali sono la libatio del mattino e quella della sera (libatio quando ci si corica e libatio quando torna la sacra luce). La normale quotidianità (che quindi diventa sacra) si svolge, in un movimento circolare, all'interno di questi due atti polarizzanti.

La libatio, secondo il rito più antico di derivazione vedica, si svolge versando quattro cucchiai di latte (o vino o acqua) in un cucchiaio più grande e da questo si versa il latte nel fuoco o nella terra per due volte. Una forma di libatio più semplice prevede il versamento di quattro cucchiai di latte in una scodella e, con il braccio teso, si versa il contenuto sulla terra per due volte. E' opportuno non avere oggetti di ferro o nodi addosso durante lo svolgimento della libatio.

La libatio con acqua implica sempre un rito di purificazione.

I riti più complessi e che coinvolgono momenti importanti per la vita di una famiglia o la consacrazione di un luogo implicano libationes complesse: prima una libatio con vino, poi una con il latte e in ultimo con acqua.

La formula antica, derivata dalla tradizione vedica, prevede l'uso di queste parole: "la divinità che attinge questa libagione, essendo afferrata da questa libagione, accompagni-sostenga esaudisca il desiderio per il quale egli/ella l'attinge".

E' opportuno ricordare che questa formula, come molte altre, può essere detta in silenzio, mormorata o detta a voce alta: vi è una grande differenza fra queste espressioni (mens e vox) che descriverò in seguito.

Da questa formula si comprende chiaramente come la libatio sia un rito strumentale per fare in modo che l'officiante sia sostenuto dal divino durante il corso della giornata o per lo svolgimento di determinati atti.

lunedì 9 maggio 2011

La Seconda Triade

La Seconda Triade deve essere considerata come una sorta di evoluzione, verso una declinazione decisamente più popolare, della tripartizione della più alta espressione della manifestazione del divino. Per il significato del numero 3 ed il conseguente significato del concetto stesso di "triade" si faccia riferimento al mio precedente post sulla Prima Triade.

La Seconda Triade è composta da Giove, Giunone e Minerva.


Giove (cfr. la "Prima Triade")


Giunone

Giunone (Juno - polarità femminile) - Giove (Jupiter - polarità maschile)

Giunone è la sacralizzazione della "nascita" nel senso più ampio possibile e del parto: le Calende sono sacre a Giunone.

Come Giove, Giunone ha una lunga lista di appellativi (indicati negli Indigitamenta) tra i quali Juno Lucina (“Colei che porta i bambini alla luce”) è uno dei più importanti. La fecondità e tutto ciò che è espressione del femminile sono tipici aspetti sacri di Giunone.

Giunone è anche chiamata Regina per descrivere il suo ruolo quale Somma Autorità Femminile (in senso religioso, politico e magico). In tal modo il Pater Familias e la Mater Familias sono la rappresentazione umana dell'autorità di Giove/Giunone all'interno della famiglia. La suo denominazione di Juno Mater è qualcosa che va molto oltre il significato profano di "Madre" del senso comune: si faccia riferimento al significato della festa antica dei Matronalia.

Giunone è "Fecondità Sacra". Nello stesso tempo è Juno Sospita o polarità femminile delle attività marziali e militari. In questo modo si esalta ancora la triplice sfera funzionale di Giunone: autorità sacra, forza sacra e fecondità sacra.

Giunone è denominata anche “Juno Moneta” ovvero “Colei che amminisce" o “Colei che dà buoni consigli".

Gli anelli rotti ed i nodi sono oggetti particolarmente nefas quando si invoca o si fa riferimento a Giunone: allo stesso modo sono estremamente nefasti quando si entra in un luogo consacrato a Giunone.

Gli animali simbolo e sacri a Giunone sono: la cornacchia, l'oca, la giovenca bianca. Le piante sacre sono: la quercia e l'olivo


Minerva

Minerva (polarità femminile) – Poseidone poi Nettuno (nel lectisternium) (polarità maschile)


Antichissima divinità femminile italica il cui nome originale è Minerua. Essa è la sacralizzazione dell'abilità, della maestria, del lavoro manuale, del "saper fare", dell'attività intellettuale, della capacità pratica (sollertia). Minerva è anche "l'arte e l'intelligenza nella guerra e nelle discipline marziali", l'astuzia, la furbizia, l'intelligenza sottile, la ragione, l'invenzione ed il pensiero razionale.

Anche per questa ragione il suo tipico simbolo è l'armatura di bronzo proprio a simboleggiare la solidità e la forza "difensiva" del pensiero razionale.

Nel calendario antico, Minerva non disponeva di festività pubbliche specifiche tranne che per la giornata del 19 marzo: artificum dies. Per questa ragione Minerva è oggetto principalmente di culti privati. Gli artigiani e le "casalinghe" venivano chiamate "le mani di Minerva".

Gli animali simbolo e sacri a Minerva sono la civetta ed il cavallo. I suoi simboli sono l'armatura di bronzo, l'occhio, la vista. Altri simboli estremamente importanti sono il morso usato per i cavalli ed il timone proprio a simboleggiare il controllo della ragione sull'istinto e sulle forze incontrollate.

The Second Triad


The second Triad has to be considered a sort of evolution, towards a more popular declination, of the tripartite organization of the highest expression of the celestial divine manifestation. For the significance of the number 3 and the consequent meaning of the triad refer to my privious post about the first triad.

The second triad is composed of Jupiter, Juno and Minerva.


Jupiter (see "The Firts Triad")

Juno

Juno (Female polarity) - Jupiter (male polarity)


Juno is the sacralization of birth (in very broad sense) and delivery: Calendae are sacred to Juno.


Like Jupiter, Juno has a long list of appellations (Indigitamenta) among which Juno Lucina (“She taking child to the daylight”) is one of the most important. Fecundity and anything can be expression of “Feminine” are typical sacred aspects of Juno.

Juno is also Regina (Queen) to describe her role as Female (political, magical and religious) Authority. In this way a Pater Familias and a Mater Familias are the human representation of the Jupiter/Juno Authority within the family. Her denomination as Juno Mater is something more than “Mother” in the common sense just considering the important role of the ancient festivity of Matronalia. She is the sacred “Fecundity”. In the same time she is also Juno Sospita or the female polarity of war activities.

In this way Juno has a triple functional sphere: sacred authority, sacred force and sacred fecundity.

Juno is also named “Juno Moneta” or “She warning” or “She giving good advices”.

Broken rings or knots are particularly nefas when invoking Juno or when entering sites sacred to Her.

Sacred animal to Juno are: the crow, the goose, the white heifer. Sacred plants to Juno are: the oak and the olive tree.

Minerva

Minerva (female polarity) – Poseidon then Neptune (in the lectisternium) (male polarity)

Minerva is the sacralization of “craft” and “know-how”, any “intellectual activity”, the “practical skill” (sollertia). She is also “the art and intelligence of war”, the “Astuteness”, the “Reason”, the “Invention” and the “Rational Thought”. Also for this reason she is symbolized by a bronze shining armour (solidity of the rational thought).

In the Ancient Calendar there are no specific festivities dedicated to Minerva except for the march 19th: the artificum dies. She has essentially private cults. Craftsmen are “the Minerva’s Hands”.

Sacred animals to Minerva are the owl and the horse. Her symbols are the bronze armour, the eye, the sight. Other important symbols are the bit and the rudder as symbols of rational control over savage and uncontrolled forces.

lunedì 2 maggio 2011

May

May is a month dedicated to the "underground fire" and to mystery (what is not perceivable and unknown). In particular this month is dedicated to the Goddess Maia, an underground Goddess (ctonia) whose male polarity is Vulcan

Maia is a Magna Mater (Great Mother) and from her name derives the term Maiestas: she is defined also Stata Mater (she blocking fire).

She is also defined as "she giving shapes".

Maggio

Maggio è il mese dedicato al fuoco sotterraneo ed al mistero (ciò che non è percepibile ed è ignoto).

In particolare il mese è dedicato alla Dea Maia, divinità sotterranea (ctonia) la cui polarità maschile è Vulcano.

Maia è una Magna Mater (da cui deriva il termine Maiestas) ed è definita Stata Mater (colei che arresta il fuoco).

E' definita inoltre come "colei che dà le forme".