Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
.
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lunedì 25 luglio 2016

Signs and Signals

The signs are the means through which sacred symbols can be represented .

Gold for example is a symbol of the Sun and this metal can be represented by a sign. All letters are typical signs which can convey a symbol: in the same time they can be combined in words showing an even more complex symbolic value. This is the case of the letter "P", "H" or "A" or the word "Pontifex".

A Cultor and a Cultrix should therefore be familiar, even at a preliminary level, with the Science Signs because it provides those tools necessary to interpret, even at an initial stage, the symbolic value of these signs as descriptions, according to the traditional perspective, of the World, the Reality and the Universe (both at micro and at the macro level).

The case of the signals is rather different. The Nature, the gods and goddesses as well as all other forms of the Divine, send signals. This is because the Divine is within reality and then reality itself is an expression of the Divine within it.

While signs convey a symbolic language that ultimately has its own life, signals are sent to us because in some way to be recognized and identified as such. This is a fundamental base of the Science of Correspondences, and Divination which presuppose, as I already wrote in this blog, not only a sound erudition for the identification and understanding of the "message" received, but a state of awakening, consciusness, a deep knowledge reached thanks to the otium.

This awake awareness is a precondition to recognize these signals without being entrapped into a profane superstition or the state in which one sees signs everywhere and in every moment.

The knowledge of the signs and the ability to see and understand the signals are the basis  to the possibility to achieve the Pax Deorum/Dearum or a state of inner and outer peace because one has the ability to communicate with the Divine.

Today we are no longer able to recognize and understand these signals, a typical condition of the age of the "ruins" (Kali Yuga): mankind lives in a state of coma agitated by nightmares. And everything we everyday see around us, what happens in this crazy age is an obvious symptom of our inability to see these signals, our inability to "speak" with the Gods and Goddesses, the incapability in relating with the world and reality .

We are far from any kind of Pax Deorum/Dearum. We can no longer feel the Gods and Goddesses: we are, for our failure and choice, Atheists. We are alone, abandoned by the Divine.

And when mankind does not establish a true Pax Deorum/Dearum, it creates a dangerous vacuum which is filled only by human folly.

Segni e Segnali

I Segni sono i mezzi attraverso i quali possono essere rappresentati i simboli sacri. L'oro ad esempio è un metallo simbolo del Sole e può essere rappresentato con un Segno. Tutte le lettere dell'alfabeto sono un tipico esempio di segni che possono già da sole veicolare un simbolo e possono essere combinate in parole aventi a loro volta un complesso valore simbolico. E' questo il caso della lettera "P" o della lettera "H" o ancora della lettera "A". 

Il Cultor e la Cultrix sono chiamati quindi ad avere una conoscenza, anche introduttiva, della Scienza Dei Segni poichè permette di interpretare, anche ad un livello iniziale, il valore simbolico di questi Segni che sono una vera e propria descrizione, secondo la prospettiva Tradizionale, del Mondo, della Realtà e Dell'Universo (sia a livello Micro che a livello Macro).

Diverso è il caso dei Segnali. La Natura, gli Dei e le Dee nonchè tutte le altre declinazioni del Divino inviano dei segnali. Questo avviene perchè il Divino è dentro la realtà e quindi la realtà stessa è espressione del Divino che si trova al suo interno.

Mentre i segni veicolano un linguaggio simbolico che alla fine vive di vita propria, i segnali esistono e vengono inviati perchè in qualche modo vengano riconosciuti ed identificati come tali. E' questa una parte fondamentale della Scienza delle Corrispondenze e della stessa Scienza Divinatoria la quale presuppone, come ho già scritto in questo blog, non solo una grande erudizione per l'identificazione e la comprensione del "messaggio" che viene ricevuto, ma uno stato di veglia, di coscienza, di consapevolezza molto profondo raggiungibile grazie all'otium.

E' proprio questa consapevolezza vigile che permette di riconoscere questi segnali senza finire nella trappola della superstizione ovvero lo stato profano in cui si vedono segnali ovunque anche quando questi non ci sono.

La conoscenza dei segni e la capacità di vedere e capire i segnali sono alla base del conseguimento della Pax Deorum/Dearum ovvero uno stato di pace interiore ed esteriore poiché si dispone della capacità di dialogare con il Divino.

Noi oggi non siamo più in grado di riconoscere e capire questi segnali come è tipico del periodo delle "rovine" (Kali-Yuga): l'umanità vive in uno stato di coma agitato da incubi. E tutto quello che vediamo intorno a noi, quello che accade in questa epoca folle è un sintomo palese della nostra incapacità di vedere questi segnali, della nostra incapacità di "parlare" con gli Dei e le Dee, di relazionarci con il Mondo e la realtà. 

Siamo ben lontani da qualsiasi tipo di Pax Deorum/Dearum. Non riusciamo più a sentire gli Dei e le Dee: siamo, per nostra incapacità e scelta, in pratica Atei. Siamo rimasti soli, abbandonati dal Divino.

E quando l'umanità non stabilisce una vera Pax Deorum/Dearum si crea un pericoloso vuoto che viene riempito dalla follia umana.  




martedì 21 luglio 2015

Sulla Divinazione

La Divinazione è una pratica che ha svolto un ruolo focale ed importantissimo nella cultura, nella società e nella spiritualità Romana. Non bisogna dimenticare infatti che Roma stessa, sia come città che come entità sacra, è stata fondata secondo riti connessi comunque a pratiche divinatorie ben precise.

La Divinazione è oggi considerata un qualcosa di cialtronesco: la profanazione di questa disciplina in effetti ha condotto questa pratica alla mera dimensione profana rendendola, per questo ed in questa forma, effettivamente una cosa da cialtroni. La Divinazione Antica in realtà consisteva in una cosa molto seria, una disciplina complessa, uno strumento di conoscenza, tale da accompagnare la civiltà Romana, in tutti i suoi aspetti, per più di mille anni.

Penso che possa essere pertanto utile comprendere, sia pure in modo sintetico, il senso della Divinazione Antica in quanto pratica e disciplina ben precisa. Ciò può anche servire a capire il suo ruolo di sostegno a molti riti e molte attività che connotano la Spiritualità Tradizionale Romana anche nel presente.

La prima cosa da avere bene in mente è che la Divinazione si connette direttamente all'idea di Tempo Sacro. Scopo della Divinazione pertanto non è quello di indovinare l'avvenire di una persona. Lo scopo della Divinazione, secondo la prospettiva tradizionale, è quello di comprendere se una specifica azione può essere compiuta in un determinato momento (e con quali risultati), in quanto momento idoneo allo svolgimento di quell'azione.

Da qui deriva l'importanza della Divinazione come potere oracolare nella sua dimensione pubblica, ma anche in quella privata, poichè rientrava nei processi decisionali connessi al Tempo Sacro come struttura temporale ben identificata "piena" di Divino.

La parola Divinatio deriva dal verbo Divinare che non significa semplicemente "predire", ma "scoprire ciò che è pertintente ad un Dio o una Dea"

Gli Dei e le Dee infatti sono dentro la Realtà, dentro la Natura: non sono altrove, in una sede separata dal Mondo. Fra il Mondo Divino e la Natura esiste una corrispondenza. Tutta la Natura, di cui l'umanità fa parte integrante, è permeata da questa spiritualità. Per questo motivo, tutto ciò che accade nella dimensione macro (Universo, Natura, Mondo) e micro (uomini e donne, società) parla per mezzo di un unico linguaggio "universale" fatto di segni e simboli attraverso il quale la Dimensione Divina si relaziona con il Mondo. Qualsiasi fenomeno non è solo una manifestazione di meri accadimenti fisici, ma esprime anche modalità spirituali dell'essere della Natura, dell'agire della dimensione Divina nella Natura (ad esempio nelle fasi di contrazione ed espansione, espirazione ed ispirazione).

Per questo motivo un vero augure, poichè e conoscitore ed intermediario fra queste dimensioni dell'essere, ha la capacità di svelare correttamente queste presenze anche al fine di conciliare il genere umano con le forze divine per conseguire la Pax Deorum/Dearum.

L'augure quindi deve conoscere i ritmi vitali, le caratteristiche divine della Natura, per poter correttamente divinare sulla base di questa peculiare forma di conoscenza (direi pre-scientifica) sia nella dimensione reale che in quella dei sogni (considerati come veri e propri "spazi rituali").

La Divinazione si declina in varie forme: nel campo delle decisioni, nella identificazione della concordia ordinum, nella creazione dei carmina, nella astrologia, nella geometria sacra, ecc...


Divinazione e Scienza delle Decisioni
La Divinazione (nella sua applicazione alla "Scienza delle Decisioni") si compone di due elementi principali. Uno legato apparentemente al caso (ad esempio tirare le sorti). L'altro è l'impossibilità della volontà del singolo di incidere sul responso. Sommando i due elementi deriva che la decisione da prendere viene affidata alla dimensione del divino - nel suo senso più simbolico e profondo - che si manifesta nell'imponderabilità della pratica divinatoria. 

Nel sistema conoscitivo implicato dalla Divinazione non esistono eventi isolati svincolati dal Tempo Sacro: inoltre le due dimensioni, macro e micro, appaiono strettamente collegate. Un solo segno divinatorio può descrivere eventi o processi molto complessi all'interno di sistemi armonici collegati. Il responso offerto dalla Divinazione non si basa quindi su un principio di causa/effetto, ma di analogia. I simboli che rappresentano il presente possono descrivere delle potenzialità connesse a ben precisi momenti temporali. Lo strumento divinatorio diventa quindi la rappresentazione dell'Universo, nel suo Spazio e nel suo Tempo Sacri, le cui logiche vengono intuite nella pratica divinatoria. Capire il destino significa avere la capacità di percepire in profondità un evento in corso, che già esiste. 

Un esperto di Divinazione, un augure o haruspex, non è un mago, non prevede il futuro: ha la capacità di leggere la realtà, la Natura, superando il velo delle apparenze. Ha la capacità di osservare e riconoscere i segni, di percepire le coincidenze, di comprendere quali forze sono in azione in un dato momento ed in un dato luogo e ne comprende l'intreccio dei loro flussi. Ogni decisione, ogni intervento dovrebbe essere fatto con attenzione, con consapevolezza, in uno stato di veglia secondo l'armonia delle forze coinvolte. Se si agisce in armonia l'azione avrà successo: se manca questa armonia si va incontro al fallimento. Conoscendo i meccanismi di interazione di queste forze divine è possibile assecondare queste energie e vivere in armonia nella Pax Deorum/Dearum. Gran parte della nostra infelicità e delle nostre malattie nel fisico e nello spirito, sono dovute al fatto che non viviamo mai in uno stato di consapevolezza e di veglia e a questa incapacità di assecondare il flusso della vita.


TECNICHE DIVINATORIE ANTICHE

  • aeromanzia: divinazione tramite lancio in aria di materia granulare
  • alectruomanzia: divinazione tramite l'osservazione del comportamento alimentare dei galli
  • aleuromanzia: divinazione tramite la farina
  • ars haruspicina: divinazione etrusca tramite osservazione dei fulmini, dei fenomeni anomali e delle viscere degli animali
  • bibliomanzia. tecnica divinatoria con apertura casuale di un libro
  • cataptromanzia: divinazione tramite lo specchio
  • chiromanzia: divinazione tramite l'osservazione delle linee della mano
  • cristallomanzia: divinazione tramite l'osservazione di un cristallo
  • epatoscopia: divinazione tramite l'osservazione del fegato
  • gastromanzia: divinazione tramite l'uso di un vaso
  • geomanzia: divinazione tramite il lancio di terra
  • iatromanzia: divinazione usata per guarire
  • idromanzia: divinazione tramite l'osservazione dell'acqua
  • lecanomanzia: divinazione tramite osservazione di un liquido contentuto in un catino
  • libanomanzia: divinazione tramite osservazione del fumo di incenso
  • omoplatoscopia: divinazione tramite l'osservazione di una scapola di una pecora
  • oomanzia: divinazione tramite l'osservazione di un uovo rotto sul fuoco
  • ornitomanzia: divinazione tramite l'osservazione del volo degli uccelli
  • piromanzia: divinazione con il fuoco
  • rabdomanzia: divinazione con una bacchetta
  • retroscienza. divinazione del passato
  • sortes: tecnica divinatoria con lancio di dadi o tavolette con lettere
  • sortilegus: colui che estrae le sortes

mercoledì 12 giugno 2013

Observing Signs: Intuition

Observing birds flying, listening to the oaks' fronds whishing or the river water flowing, touching the grass in a meadow, perceiving the scent of a forest, are peculiar and very important religious aspects in the Traditional Roman Spirituality.

Nonetheless, in the modern woman's and man's eyes all this could appear as the most stupid and non-sense thing to do. They could ask you: what are you doing? You are just wasting your time! This reaction is typical for those unable to understand the deeper meaning of the signs' observation.

When I'm in otium sitting in meditation I often commit myself in observing signs. Sometime I ask to some Cultores and Cultrices information about role, meaning and sense of this particular practice. With regards to this I have received different kind of replies: someone told me that observing signs can be useful to predict the future, someone else told me that it can help you to know the Gods'/Goddesses' will (?) or if they are favourable or not (actually I'm still asking to myself what does it mean: The Gods'/Goddesses' will...)

For who, maybe like myself, trying to go "further" and beyond an estremely superficial dimension of the Traditional Roman Spirituality, these profane trifles are quite useless. For this reason I think it could be better to consider this issue through a deeper perspective trying also to understand what meaning and sense this "science" and "knowledge" (which in the past occupied a critical role both in the public and private spheres) may have today.

We have learnt that Nature can be described through general physical laws whose dynamics, to be considered as valid, have to be verified and confirmed in a lab or by theoretical and mathematical models. Nonetheles when sitting in otium and in meditation (for example under a tree) I soon abandon this belief: I realize that this idea is not correct. What I can see and perceive is that what is around me is constantly under the influence of a large number of continuing interferences. It seems to me that everything is under the influence of randomness.

Any event could be considered as a random event. But our attention and observation should be directed to understand the meaning of  this "randomness" which usually is totally unnoticed. Observing signs materializes this interest, attention and perception of "coincidences". These coincidences are not mere fortuitous "random events" but the act of "coinciding", "overlapping" and "crossing" conditions. These coincidences provide us with the idea of the great importance of what is normally labelled as randomness which on the contrary is the normal condition where any uniformity is broken, where any thing and any moment become a specific and peculiar entity.

For this reason observing signs drives us to the observation and to the meaning of the "real-reality" hic et nunc rather than a generic, standard and theoretical "ideal reality".

The "moment", or the Time of Observation, becomes the materialization of an unique and specific moment where the accidental events' configuration acquires a precise peculiar architecture and structure where some elements "coincide" overcoming the "law of randomness". Therefore the coincidence in a given Time and Space is not the result of a generic "randomness": it rather results from the interdipendence and overlapping of events and conditions in a psycho-physical dimension. The question is not to consider events as random events but to acquire a calm awareness about their coincidences within macrocosm and microcosm.

The vivid perception of the continuing Change and the idea that "anything is flowing" is the central core of signs' observation. This practice stimulates intuition or the ability to develop an "inner sight" (in-tueri). The aware perception about signs drives us from the exterior things, pertaining a dimension composed only of phenomena, to the deep essence of the Real World hidden behind the superficial level of the exterior world. For this reason signs' observation is not directed to predict the future (1) but rather to move towards the Divine, the Deities therefore moving behind the surface, the appearance, the illusion.

If sings' observation cannot help us in predicting the future, in several occasions it can be linked to another question: "What can I do?". Even in this case, it is necessary to go beyond the profane level. The answer to this question derives from the idea of intuition (as mentioned above), introspection and the consequent awareness that in the events' flowing, in the coincidences' generation and in the process of continuing change, we partecipate to the Fate: even our actions and inactions are interferences in the Great Flow.

Signs' observation is therefore a conscious and aware attention to these continuing interferences. this condition helps us to remain awake, being less indifferent and distracted, having a particular attention to the "details" and signs representing and symbolizing the Gods'/Goddesses presence and the Reality itself. Of course it doesn't mean we must have an obsessive attention towards all the possible signs (superstitio): it rather means to be awake having a constant self consciousness.

These premises are the fundamental foundations of the Augures' Science: without this spiritual predisposition this science will be unavoidably weak...

(1) I have to say that some authors - i.e. Publius Nigidius Figulus - thought that having the same exact conditions that event will repeat again: so it could be possible to predict the future... 

L'osservazione dei Segni: intuizione

Osservare il volo degli uccelli, ascoltare il frusciare delle fronde delle querce o dello scorrere delle acque di un torrente, toccare le erbe di un prato, percepire i profumi presenti in un bosco, sono aspetti  religiosi particolari ed importantissimi della Spiritualità Tradizionale Romana.

Eppure agli occhi della donna e dell'uomo moderni potrebbero apparire come la cosa più stupida e priva di senso che si possa fare. Questo avviene perchè non si conosce e non si comprende il significato più profondo dell'osservazione dei segni.


Spesso quando sono in otium e siedo in meditazione mi dedico proprio all'osservazione dei segni. Mi è capitato talvolta di chiedere il ruolo, significato e senso di questa particolare pratica. In proposito ho ricevuto le risposte più diverse anche da parte degli stessi Cultores e Cultrices: qualcuno mi ha detto che serve a predire il futuro, altri ancora mi hanno detto che serve a conoscere il volere degli Dei (?) o se essi possano essere favorevoli o meno. In particolare questa ultima affermazione mi ha sempre lasciato molto perplesso: mi chiedo infatti che cosa significhi "il volere degli Dei". 

Per chi, come forse il sottoscritto, sta cercando di spingersi oltre una dimensione estremamente superficiale della Spiritualità Romana, sciocchezze profane come queste vogliono dire estremamente poco o nulla. Per questo allora penso che possa essere utile approfondire la questione un po' più in profondità e cercare di capire quale possa essere il senso oggi di una "scienza", di un "sapere" che in passato occupava un ruolo così importante nella vita pubblica e privata.

Ci hanno sempre insegnato che la Natura può essere descritta secondo leggi fisiche generali, le cui dinamiche, per essere considerate valide, devono essere verificate in un laboratorio o in modelli teorico-matematici. Eppure, quando sono seduto in otium all'aperto sotto un albero questa convizione mi abbandona subito e mi rendo conto invece che non è così: quello che osservo e percepisco è che ciò che mi circonda è costantemente sotto l'influsso di un gran numero di interferenze continue. Sembrerebbe che tutto sia soggetto all'opera del caso.

In realtà ogni evento si manifesta come un evento accidentale. Ed è su questa "accidentalità", che normalmente passa del tutto inosservata, che si deve soffermare la nostra osservazione e la nostra attenzione. L'osservazione dei segni consiste proprio nell'interesse, nell'attenzione e nell'osservazione delle "coincidenze". Ovviamente per coincidenze non si deve intendere il "caso fortuito", quanto semmai il fatto del "coincidere", del sovrapporsi, dell'incrociarsi di condizioni. Sono le coincidenze che ci danno l'immagine dell'enorme importanza di quello che viene normalmente denominato caso che invece è la condizione normale in cui si spezza qualsiasi uniformità, in cui qualsiasi cosa e qualsiasi momento diventano un'entità a sè stante. 

Per questo l'osservazione dei segni ci riporta all'osservazione e al senso del "reale" hic et nunc invece che dell'"ideale" generico, standardizzato, astratto.

Il momento che diviene il Tempo dell'Osservazione diventa la materializzazione di un momento unico ed irripetibile dove la configurazione degli eventi accidentali assume una specificità precisa in cui determinati elementi "coincidono" superando la legge della apparente casualità. In sintesi, la coincidenza di eventi in un dato tempo ed in un dato spazio non è data dalla mera casualità, ma dall'interdipendenza e sovrapposizione di eventi e condizioni in una dimensione psico-fisica. Non si tratta più quindi di considerare la casualità degli eventi ma avere la consapevolezza delle loro coincidenze che si realizzano nel macrocosmo e nel microcosmo.

La percezione viva del mutamento continuo e del fluire del Tutto è l'essenza primaria dell'osservazione dei segni.  Essa stimola l'intuizione ovvero la capacità di volgere lo sguardo verso l'interno (in-tueri). La percezione consapevole dei segni ci fa andare dalle cose esteriori del mondo fenomenico verso l'essenza profonda del mondo reale nascosto al di sotto della superficie del mondo esteriore: per questo  l'osservazione dei segni non ha per scopo il predire il futuro(1) ma andare verso il Divino quindi oltre la superficie, oltre l'apparenza, oltre l'illusione.

Se l'osservazione dei segni non ci può dire nulla sul futuro, in molti casi può essere connessa con un'altra domanda: "cosa devo fare?" Anche in questo caso bisogna andare oltre la dimensione superficiale e profana. La risposta a questa domanda infatti deriva proprio dal concetto stesso di intuizione, di introspezione e dalla conseguente consapevolezza che nel fluire degli eventi, nella generazione delle coincidenze e nel processo di mutamento continuo noi stessi partecipiamo al destino e che anche le nostre azioni ed inazioni sono alla fine interferenze nel divenire.

L'osservazione dei segni è pertanto l'attenzione consapevole e cosciente alle cosiddette interferenze accidentali che in realtà sono continue. Ciò ci mantiene di fatto in uno stato sostanziale di veglia consapevole, ci rende meno indifferenti e distratti ai dettagli e ai segni che rappresentano la presenza degli Dei e delle Dee e della stessa realtà che ci circonda. Ovviamente ciò non significa prestare attenzione maniacale a "tutti" gli eventi (superstitio), ma essere semplicemente vigili e mantenere uno stato di costante presenza a sè stessi.

Su queste premesse si fonda la stessa scienza augurale: senza questa predisposizione spirituale la scienza augurale è fiacca e priva di senso.

(1) Devo dire che alcuni autori antichi - ad esempio Publio Nigidio Figulo - ritenevano che se si riverificano le stesse identiche condizioni quell'evento si ripeterà tale e quale: ciò vorrebbe dire che si potrebbe predire il futuro...

venerdì 8 aprile 2011

Fulgores

Fulgores (lightning) have a not secondary role for the Traditional Roman Religion both as physical-natural phenomenon and as symbolic element.

According to a physical-natural perspective, the lightning obeservation plays a peculiar importance because fulgores are a very powerful expression of Nature's Force. This obesrvation, as already mentioned for other kind of signa, is not aimed at the future prediction, fortune-telling or other forms of vulgar magic, but rather to keep us in a status of constant consciousness and awareness about role and position of humankind inside the world. This observation thus must contribute to keep us "awake" and aware about the Nature's Force.

The Fulgores discipline has mainly etruscan origins: etruscans divided the sky into 16 regions. We remain in line with the roman tradition dividing the sky into 4 regions.

Please note again that the fulgores observation is a mystical moment: the observer sets the orientation watching southwards (South is "the origin of everything"). Two areas at the East are named "sinistrae" (favourable) while those at the West are named "dextrae" (unfavorable).

The value of a lightning is given by the area of the sky it comes from and that one where it ends.

According to the roman tradition (very different from the etruscan one) only Jupiter and Summanus (Nocturne Jupiter) can throw lightning even if often on the base of indications and suggestions of other Deities.

Fulgores can be divided into three main categories (manubiae):

  • first manubiae (favourable): they start on the left and end on the left - they are used to "suadere" or "dissuadere" those have made a promise, a commitment, a plan
  • second manubiae: they start on the leftside and end on the rightside (or viceversa) - partially negative and harmful. They may indicate benefits with damages.
  • third manubiae: they start on the rightside and end on the same side - totally negative . This kind of lightning is a sign of devastation, deep changes in the normal status, nothing will remain as it was.

Other traditional classifications:
fulgor quod terebrat, quod discuit, quod urit
fulgores minimae, maiores, ampliores
ostentatorium, perenptorium, presagium
fulmen quod terreat, adlet, puniat

While observing fulgores it's important to note also.
place (public/private, sacred/profane), time, receiver, circumstances, lightning's nature and strength

Some fulgores bring signs directed to humans, other do not announce anything, others may have a meaning but not intelligible to mankind (fatidica, bruta, vana).

The place, thing, entity hit by a fulgor must be purified to appease the Nature's Force. The site's purification must be achieved cancelling all the traces of the event: they have to be buried in loco. In the past also a sacrifice of a black sheep was held. The site is identified as "religiosus" and it mustn't be trampled on. The site is marked by an augur or a pontifex with a lituus and named "puteal" or "bidental" (the distinction of these two terms has been lost).

The lightning is a complex symbol and a deep understanding of its symbology is at the base of the mystical fulgores observation. Lightning is the symbol of the Sky's and Nature's force. Its symbols are the scepter and the lituus. Other symbols are the arrow, the hammer, the sword and all the weapons having two heads or blades.

It is also symbol of divine paternity: it symbolizes production and destruction, condensation and dissipation. It's the symbol of the Nature's occult and secret Force.

In the lightning the invisible force of Nature becomes visible and ineluctable: the force of the common man bends when dealing with it.

Jupiter and the supreme power (in a mystical sense) hold the scepter-fulgor (the broken scepter) as symbol of "force's control" and achievement of an interior peace and stability against chaos. Peace is intended as Perfect Activity and Pure Activity. Control and Calmness opposed to Agitation: it's a transcending force ready to be in action.

lunedì 31 gennaio 2011

Signs/2

The signs' observation and understanding is a particularly difficult moment requiring a clear, precise and specific awareness. It is easy to fall into superstition. In brief, signs' perception implies deep meditation and reflection, awaking this awareness about signs and signals coming from Nature.

Of course, everyone is free to feel these signs and how feel these signs: Tradition can however provide us with some useful indications. Some birds (aves augurales) can provide valid signs.

Tradition distinguishes these birds into alites (providing signs with their flight) and oscines (providing signs with their call): among these Tradition evidences the crow, the rook, the owl and the magpie.

Birds can provide favorable as well as unfavorable according to:

  • for the alites: sky region, flight's height and type, behaviour, place where they perch;
  • for the oscines: tone, call direction
Impetrativa sings may imply relatively few problems because they are fundamentally requested signs. More problems are linked to signa oblativa which are self-manifested, with no direct and voluntary request.

Tradition classifies these signs into:

  • signa ex caelo (thunder and flash)
  • signa ex avibus (signs from birds)
  • signa ex tripudiis (signs from the sacred chickens)
  • signa ex quadrupedibus (signs from dogs, horses, wolves and foxes)
Tradition identifies also the signa ex diris, threatening signs.

Dissonance and lack of harmony with the Divine can be manifested through negative signs classified as follows:

  • prodigium, ostentum e portentum (negative phenomena of inanimate nature)
  • monstrum e miraculum (negative phenomena of animate nature)

Segni/2

L'osservazione e comprensione dei segni è un momento complesso che richiede una coscienza consapevole precisa e determinata. E' facile cadere nella superstizione. In sostanza, la precezione dei segni si lega alla meditazione profonda ed al risveglio di questa coscienza su questi segnali che provengono dalla Natura.

Ovviamente ciascuno di noi è libero di "sentire" questi segni: la tradizione antica ci fornisce qualche utile indicazione. Alcuni uccelli (aves augurales) possono dare dei segni validi.

La tradizione distingue questi uccelli in alites (che danno segni con il volo) e gli oscines (che danno segni con il grido): di questi ultimi in particolare si evidenziano il corvo, la cornacchia, la civetta e la gazza.

Gli uccelli possono dare segni favorevoli o sfavorevoli secondo:
  • per gli alites: regione del cielo, altezza e tipo di volo, comportamento, punto in cui si vanno ad appollaiare
  • per gli oscines: tono, direzione della voce
I segni impetrativa pongono relativamente pochi problemi perchè sono segni che si richiedono. Maggiori problemi sono posti dai signa oblativa che si presentano da soli senza essere richiesti.

La Tradizione in questo caso distingue:
  • signa ex caelo (tuono e fulmine)
  • signa ex avibus (segni dagli uccelli)
  • signa ex tripudiis (segni dai polli sacri)
  • signa ex quadrupedibus (segni da cani, cavalli, lupi e volpi)

Vi sono poi i signa ex diris ovvero i segni minacciosi.

La dissonanza o la disarmonia con il divino si manifesta con segni negativi classificati dalla Tradizione come segue:
  • prodigium, ostentum e portentum (per fenomeni negativi di natura inanimata)
  • monstrum e miraculum (per fenomeni negativi di natura animata)

martedì 18 gennaio 2011

Signs/1

Nature is not an immense mechanism: Nature is not made only of chemical-physical reactions and phenomena. These observations can describe Nature as a "container": they are unable to describe what Nature essentially contains. This untangible "content" may show different names, expressions, manifestations: in the Traditional Roman Religion this "content" is expressed by Gods/Goddesses or, better, some of them, in particular those described by Natural Theology.

Gods/Goddesses send some "signs" or "signals" which of course are not their sole expression tools.

In the past the Augures (a "board" completely indpendent from the Pontifices) were called to manage the ius augurale which was secret: it has completely got lost. They had doctrines, rites, cerimonies directed to the consultation and interpretation of divine signs. This means that signs' interpretation (both as augurium and auspicium - a distinction very difficult to made) cannot be used to foresee.

Usually the augur address his prayer (the term "prayer" is not completely correct and appropriate) to Jupiter/Juno (as "Signs' Sovereigns") asking if it is fas (or "if the mystic foundation exists for...) a given site, a given action, a given decision, etc...

The wording is as follows: "Iuppiter/Juno si fas est ... send me this sign"

The procedure (according to T. Livius) is based on the activation of a communication with a God/Goddess through a lituus (a curved wooden stick with no knobs)

It is important to note and evidence that all this can have a value, a sense and a meaning only if one can achieve a complete and deep change in the way he/her perceive and see the world and the universe around us. It is essential to build, day after day, a serene and clear awareness about what we cannot otherwise "see". Without this awareness, this sort of quiet energy, all this, as in the case of rites in any other religion, are only folkcloristic expressions, a game, a nonsense fiction, a simulation, a parody deprived of any meaning and sense.

How to get the augurium

The site where to observe sings (auspicia impetrativa) must be a sacred place limited by the lituus or a templum. It must be quadrangular, oriented (except for Vesta who requires circular sites), with or without visible borders: it must have only one entrance. The site must be freed by impure or hostile forces which can eventually occupy it.

The augur must have his/her face southward oriented (Pars Antica - the origin of anything) and his/her back northward oriented (Pars Postica); head must be veiled and he/she must hold the lituus in the right hand. The augur, invoking the God/Goddess, limit four main areas in the sky (regiones) drawing a line from east to west: in addition to the Pars Antica and the Pars Postica, he/she has the Dextrae Partes (on the right) and the Levae Partes (on the left).

He/she will focus his/her view on a reference point on the front. The augur passes his/her lituus from the right to the left hand asking: "Jupiter/Juno if fas is that ... make evident and precise signs appear between the limits I have assigned and set". After that the augur list the signs he/she wants to see or perceive.

(to be continued)

Segni/1

La Natura non è un immenso ingranaggio: non è fatta solo da reazioni e fenomeni chimici-fisici. Queste osservazioni possono descrivere il "contenitore" della Natura, ma non quello che la Natura contiene. Questo contenuto intangibile può avere tante denominazioni, espressioni e manifestazioni: nella Religione Tradizionale Romana questo "contenuto" è espresso dagli Dei e dalle Dee o, per lo meno, da alcuni di essi/esse quelli cioè che vengono descritti dalla Teologia Naturale.

Gli Dei e le Dee mandano dei "segni" o dei "segnali" che ovviamente non sono i loro unici mezzi di espressione.

In passato gli Auguri (un collegio completamente indipendente da quello dei Pontefici) erano chiamati a gestire lo ius augurale che era segreto e che è andato perduto. Essi possedevano dottrine, riti e cerimonie finalizzati alla consultazione ed interpretazione dei segni. Questo significa che l'interpretazione dei segni (nelle forme di augurium e auspicium - una distinzione molto difficile da effettuare) non serviva e non serve tuttora a prevedere.

Solitamente ci si rivolge a Giove/Giunone (nella loro veste di "sovrani dei segni") se sia fas (ovvero "se esiste il fondamento mistico a che...") un determinato luogo, una certa azione, una certa decisione, ecc...

La formula è la seguente: "Iuppiter/Juno si fas est ... inviami un determinato segno"
Il procedimento (sulla base di quanto descritto da Tito Livio) prevede l'attivazione di una comunicazione con un determinato Dio/Dea per mezzo di un lituus (bastone ricurvo privo di nodi).

E' importante sottolineare che tutto questo ha un valore ed un senso solo se si riesce a conseguire un profondo cambiamento nel modo in cui vediamo e percepiamo il mondo e l'universo che ci circondano. Si tratta infatti di costruire, giorno per giorno, una consapevolezza serena e nitida di ciò che non si vede. Se non si possiede questa consapevolezza, questa forza tranquilla, tutto questo, come può del resto avvenire per qualsiasi rito di qualsiasi altro credo, non sarà altro che folclore, un gioco, una finzione svuotati di qualsiasi significato e senso.

Come prendere l'augurium

Il Luogo per osservare i segni (auspicia impetrativa) deve essere un luogo sacro delimitato dal lituus ovvero un templum. Deve essere quadrangolare, orientato (eccetto che per Vesta che richiede luoghi circolari), con o senza contorno visibilmente segnato, e deve essere munito di un solo ingresso. Il luogo deve essere liberato da tutte le forze impure o ostili che possono eventualmente risiedervi.

L'augure deve avere il volto rivolto a Sud (Pars Antica - origine di tutte le cose) e le spalle a Nord (Pars Postica); il capo deve essere velato e deve tenere sulla mano destra il lituus. L'augure, invocando il Dio/Dea delimita quattro zone del cielo (regiones) tracciando una linea da est ad ovest: oltre alla Pars Antica e Pars Postica, a destra avrà le Dextrae Partes e a sinistra le Levae Partes.

Davanti a sè fissa un punto di riferimento. L'augure passa il lituus dalla mano destra a quella sinistra e chiede: "Giove/Giunone se è fas che ... fai apparire dinnanzi a me dei segni evidenti e precisi fra i limiti che ho stabilito" Dopo l'augure elenca gli auspici che vuole vedere giungere.

(continua)