Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
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martedì 15 aprile 2014

Hortus Arvalis: l'Aiuola di Venere

Poiché siamo in primavera, ci dedichiamo all'organizzazione del nostro orto, della sua struttura e dei suoi spazi. In particolare, essendo il mese di Aprile dedicato a Venere, approfitto di questo post per fare alcune riflessioni su quella parte dell'orto consacrata a questa Dea, elemento importante per la realizzazione di un Orto Arvale. 

Credo che sia necessario tuttavia fornire qualche accenno su cosa sia un Orto Arvale. Un Orto Arvale è la materializzazione "botanica" e Teobotanica del Sapere Arvale la cui strutturazione e composizione deve consentire una sintonia fra la Natura, nella sua più profonda essenza, e lo spirito umano. Questo può avvenire grazie alla conoscenza simbolica delle piante in esso raccolte, della loro disposizione e della geometria sacra in esso descritta come contatto fra macrocosmo e microcosmo. In pratica l'Orto Arvale diviene una sorta di "Libro Verde" scritto con la simbologia, le lettere e la grammatica tradizionale in cui i Tre Mondi (il Mondo Ctonio, quello di Superficie ed il Cielo) possano trovare descritta la loro comunicazione ed armonia. 

Ogni pianta, con la sua collocazione inserita all'interno di una precisa geometria sacra, diviene quindi uno strumento catalizzatore dei benefici e delle energie che possono derivare dall'armonia e dal contatto di questi Tre Mondi. 

Essendo in primo luogo espressione della forza generatrice e nutrice della Terra, l'Orto Arvale avrà pertanto una forma quadrata o rettangolare e sarà diviso in quattro settori principali, con una divisione effettuata tramite due Vie che si incrociano al Centro: in tal modo sono rappresentati i quattro elementi principali (acqua, aria, terra, fuoco) ed il quinto elemento (quintessenza) posto al centro, come punto assiale, che rappresenta la sintesi dei quattro elementi. 

Appare quasi superfluo rammentare che l'antica domus romana racchiudeva al suo interno un hortus avente queste caratteristiche al cui centro vi era posta l'acqua come elemento generatore (vita) e di contatto fra Cielo e Terra (dato che l'acqua è simbolicamente un elemento ctonio, ma in questo caso si trattava di acqua piovana ovvero caduta dal Cielo). Tale tradizione viene poi ripresa nel medioevo con i chiostri dei conventi dove tale strutturazione viene, più o meno consapevolmente mantenuta, copiata e riutilizzata (spesso si trova un pozzo al centro dei chiostri, un elemento che ancora di più evidenzia l'assialità del centro ed il contatto fra mondo infero, superficie e cielo). I giardini rinascimentali poi saranno un'esplosione di simbologia ermetica. teobotanica e geometria sacra.

La geometria sacra che sottointende alla realizzazione dell'Orto Arvale simbolicamente è finalizzata a evidenziare e potenziare le proprietà (più o meno occulte) delle piante che vengono sottoposte all'influsso delle Forze Divine ad esse collegate, all'Astrologia Sacra e alle Forze sotterranee che alimentano le piante. L'Orto Arvale pertanto disegna i collegamenti fra pianeti, metalli, piante, Divinità, numeri, colori e note musicali capace inoltre di smuovere contemporaneamente i cinque sensi (non solo la vista, ma anche l'udito, il tatto, il gusto, l'olfatto). In questo modo l'Orto Arvale diviene uno spazio ideale per la pratica dell'otium e per la purificazione dello spirito. L'Orto Arvale raccoglie pricipalmente i "semplici" ovvero quelle erbe che da sole, senza la combinazione di altri ingredienti, possono produrre effetti: si tratta di erbe che possono essere mangiate, usate per infusi, impacchi, essenze, unguenti.

Ogni pianta è quindi collegata ad una Forza Divina secondo una precisa corrispondenza: da queste Divinità le piante ricevono dei segni, delle impronte, dei simboli (Teoria delle Segnature) e soprattutto caratteristiche, qualità, proprietà benefiche (o malefiche), influenze. Ogni parte della pianta, come avviene per il corpo umano, è consacrata ad una specifica Divinità. Saturno-radici, Mercurio-corteccia e semi, Marte-gambo e fusto, Pomona/Giove-frutti, Luna-foglie, Venere/Flora-fiori.

L'Orto Arvale si struttura in quattro aiuole principali, che possono essere al loro interno suddivise in ulteriori aiuole. Queste ultime possono avere delle forme geometriche particolari secondo i principi della geomanzia ovvero la scienza della divinazione tramite il contenuto esoterico delle forme geometriche (che riproducono quelle astrali) e degli spazi in cui disporre le piante e i fiori affinchè possano esprimere al massimo le loro qualità e proprietà. 

Da segnalare che le bordature non hanno una valenza estetica, ma servono simbolicamente ad impedire la dispersione delle proprietà delle piante raccolte in quell'aiuola. 

Una delle quattro sezioni principali dell'Orto Arvale è appunto l'Aiuola di Venere. Essa contiene: origano, menta, verbena, alchemilla, prunella, artemisia, melograno, capelvenere, muschio, mirto, aquilegia, arancio, erica, viola, rose. 

Le erbe odorose e quelle impiegate per i cosmetici sono tutte consacrate a Venere, forza Divina che si trova alla base delle essenze e dei profumi. 

L'argomento è piuttosto lungo e complesso e non voglio annoiare il lettore più di tanto. Mi preme però in conclusione sottolineare alcune cose. Innanzitutto avere una conoscenza minima del valore simbolico e botanico di un Orto Arvale può contribuire ad avere rispetto per le piante e a comprendere ad esempio la complessa simbologia antica delle piante, dei giardini (degli stessi chiostri medievali o dei giardini botanici rinascimentali). Si tratta cioè di comprendere che il giardino tradizionale ha una valenza simbolica ancor prima che estetica: esso ci parla di un mondo molto particolare attraverso un linguaggio tradizionale che ormai il più delle volte è andato perduto.

Inoltre mi preme sottolinerare che un orto Arvale non necessita di enormi spazi e di competenze botaniche particolari. Ciascuno di noi può realizzarlo anche in piccolo. Dedicarci alla cura di queste piante ci permetterà non solo di "autoprodurre" facendo un'attività fisica utile, ma anche di conquistarci un po' di pace per lo spirito. Insomma benessere per il corpo e per lo spirito.

4 commenti:

Dini Pantheacraft ha detto...

Having recently moved, I now call a little front garden my own, and having discovered the joys of gardening. How very interesting therefore this post of yours is to me! Albeit, I have to say, I feel a bit overwhelmed as to where to start with the Theobotanica, as I have virtually no garden experience, let alone experience with / knowledge of divine gardening. However, I shall endeavour to slowly take on board information you provide in your post. Looking forward to reading more!

Carmelo Cannarella ha detto...

First of all I would like to thank for your kind consideration.

I would like to highlight that I'm not an "expert"; I have just a very first knowledge of these topics I like to share with others Cultores and Cultrices. I live in the country, so I'm very lucky to have a garden, many trees and space to "live" these experiences. Of course, books and theories are useful tools to "learn", but direct experience, living in direct contact with the natural cycles and signs is a critical moment to make these theories a lving component of your everyday life.

So every day, I learn something more, I "understand", I "discover": I try, I make errors because it's like moving your steps in the night with a very little lamp...

I think that the main scope of Theobotanica, as well as other disciplines useful for the development of the Traditional Roman Spirituality as "practice" and everyday way of life, is to gain awareness and mindfulness. The main goal is thus to become awaken and remain in this state of awakening.

When you discover that plants, herbs, flowers and trees are not objects, things or mere elements of the landscape but rather critical living expressions of a Sacred Literature, always around you and always ready to get in contact with you, I believe you have moved the first foundamental right step in the Theobotanica. The rest will follow naturally...

Carmelo Cannarella ha detto...

I'm taking also the liberty to suggest you to see also the sections in my blog titled "Arvales Hic et Nunc" and "Ruralia". Perhaps you may find other considerations useful for homemade farm production and food consumption, rural calendar with seasonal products and the related Gods/Goddesses of the rural calendar.

Dini Pantheacraft ha detto...

thank you, Carmelo, for your kind and helpful replies. Yes, I have read the suggested blog entries. I agree with you that it's all about practise as best means of learning - or one could say it in the words of that ancient Chinese proverb 'a journey of a thousand miles begins with the first step'. Thank you again. Your blog is wonderful, I learn so much. Vale in Pace Deorum!