Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
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venerdì 21 marzo 2014

Simbologia delle dita della mano

Alcuni giorni fa, mentre sfogliavo un libro della mia biblioteca in cerca di alcuni approfondimenti, mi sono imbattuto in una bella fotografia di una mano di bronzo di epoca romana utilizzata per la divinazione tramite chiromanzia.

In questa sede non voglio trattare della chiromanzia antica (argomento troppo lungo e troppo complicato) quanto approfittare di questa immagine per fare qualche breve considerazione sulla simbologia delle dita della mano secondo la Spiritualità Tradizionale Romana. 

Premetto che, poichè si tratta di una vera e propria simbologia complessa, questa sintetica trattazione deve essere inerpretata all'interno di questa prospettiva. Quando viene nominata una Divinità ormai dovrebbe essere piuttosto chiaro con quale significato tale Divinità viene citata. Non ci dobbiamo quindi aspettare ad esempio citando Giove, la riproduzione dell'immagine di un vecchio con la barba ed i capelli bianchi, quanto semmai una forza, un'energia, la declinazione di una precisa manifestazione dell'essere.

Relativamente alla simbologia della mano (destra e sinistra) ho già dato qualche breve cenno in un mio precedente post

Il corpo umano, così come altre manifestazioni della Natura, in realtà si presenta come un microcosmo, riproduzione del macrocosmo, in cui si articolano forze ed energie della Natura e dell'Universo. Nella mano e nelle dita troviamo quindi una simbologia cosmica complessa il cui scopo principale è quello di mantenerci in uno stato di consapevolezza e di veglia continua sulla presenza di queste forze ed energie con cui conviviamo quotidianamente.

In particolare ossrrviamo la mano sinistra poichè è la mano favorevole.

L'anulare è definito come "dito medico" o "dito d'oro" o "dito del serpente" o "dito del Drago" o (secondo la simbologia Arvalica) "dito del pioppo" (pianta sacra ad Apollo) ed è connesso ad Apollo. Da un punto di vista esoterico ed astrologico, il dito anulare è collegato al cuore, organo sacro ad Apollo. Per questo l'anello nuziale (che deve essere d'oro, metallo solare, simbolo anch'esso di Apollo) viene inserito nell'anulare sinistro. Ricordo che gli anelli e le collane, nonchè i nodi, secondo la Tradizione Antica, sono sempre strumenti di controllo, di blocco, di regolazione e di freno alla circolazione dell'energia all'interno del corpo. Inserire un anello nell'anulare sinistro significa fare in modo che la fedeltà coniugale sia sotto controllo e direttamente connessa la cuore, sede dell'amore duraturo. L'anulare, essendo legato ad Apollo e "dito medico", viene impiegato per mescolare le pozioni, i medicamenti, le tisane.

L'indice è connesso a Giove e a Giunone ed è il dito dell'Autorità, della Giustizia, della Lealtà. Per gli Arvali esso è definito "dito di quercia" o "dito della ginestra". I giudici, gli imperatori o anche il pater e la mater familias quando volevano sottolineare la loro autorità alzavano sempre il dito indice (cosa che del resto ancora oggi facciamo quando vogliamo riprendere qualcuno...). Essendo il dito della Lealtà, il saluto romano veniva effettuato semplicemente alzando il dito indice, ma della mano destra (mano della Fides): tutte le altre forme di cosiddetto "saluto romano" inventate nel più o meno recente passato sono frutto solo della fantasia.
Nei riti connessi ai defunti o agli dei Inferi, il medio è legato a Plutone e Proserpina come Autorità Infere.
La punta del dito indice è definito come "punto di divinazione". Secondo la simbologia Arvalica si cita la punta dell'indice come come "punto dell'ontano" o "punto del frassino", alberi usati per la divinazione.

Il mignolo è legato a Mercurio, nel suo aspetto ctonio ed infero. Talora definito come "dito dell'anima", "dito del pensiero" o "dito delle ombre". Secondo la simbologia Arvalica, viene indicato come "dito del tasso" poichè questo albero fornisce il legno usato per le pire dei defunti, per la costruzione delle urne funerarie. La barca che conduce le anime negli Inferi è fatta di legno di tasso. Questo albero è inoltre sacro a Maia, il tepor sotterraneo. Esso ha un valore rilevante nella chiromazia e nella divinazione antica soprattutto nei riti legati ai defunti. Il dito mignolo è collegato ai polmoni (organo connesso a Mercurio)

Il pollice è connesso a Venere ed ha un simbolismo essenzialmente fallico. Per gli Arvali esso è il "dito della palma" o "dito della vite", piante sacre a Venere. Nell'antica Roma gli uomini portavano un anello di ferro (metallo legato a Marte e a Vulcano) al pollice come strumento di controllo di un'eventuale eccessiva virilità.Il pollice è legato ai reni (organi connessi a Venere).

Il dito medio è posto in relazione con Saturno ed è definito, secondo la simbologia arvalica, anche "dito dell'erica" o "dito del salice" o "dito della rinascita". Portare un anello d'oro al dito medio esprime la palingenesi (trovare l'oro in Saturno secondo l'espressione alchemica).

Il centro della mano è un punto di convergenza dell'energia di Marte. Spesso nella mano sinistra è possibile leggere, fra le varie linee, la lettera "M". Nel centro della mano è possibile poi leggere molte altre lettere: ma questo mi porterebbe troppo lontano.

La base del palmo della mano è connessa alla Luna e a Diana come "Luce nella Notte", "Luce dell'Oltretomba". In alcuni casi è possibile osservare alla base della mano la presenza di un triangolo più o meno marcato. Questo triangolo è simbolo dell'energia femminile presente in tutti noi e simboleggia inoltre la forza generatrice dell'acqua. Il palmo della mano è legato alla testa (organo connesso a Diana).

Il dito mignolo ed il palmo della mano sono quindi in relazione con le forze ctonie. In particolare quando il dito mignolo tocca il palmo (Mercurio e Luna), la mano assume una posizione che veniva utilizzata anticamente nei riti di rievocazione dei morti.

Questa conoscenza è alla base della cosiddetta "benedizione latina" ovvero il pollice, l'indice ed il medio sollevati. Il pollice, sacro a Venere, evidenzia la crescita, l'indice (Giove), una vita propizia e il medio (Saturno) la rinascita. Questo gesto è stato "scippato" dai cristiani: il papa cristiano quando benedice effettua il segno della croce mettendo le dita secondo la "benedizione latina".


Allo stesso modo si spiega la "benedizione infera" o "benedizione di Pan" ovvero indice (Plutone e Proserpina) e mignolo (Mercurio) sollevati mentre le altre dita toccano il palmo (Luna).Questo gesto nel Medioevo è diventato "la benedizione delle streghe": oggi conosciuto come il gesto delle corna, di malaugurio (tutte cose sconosciute alla Tradizione Spirituale Romana).

Nel Medioevo (ma da alcune parti d'Italia la cosa si è trascinata ben oltre il Medioevo) nella follia ed ignoranza generale si è cercato di riprodurre i poteri ritenuti magici della mano bronzea per la benedizione latina tramite la cosiddetta aberrazione della "mano de' gloria". Veniva infatti amputata la mano destra di un morto impiccato e, per mezzo di alcuni accorgimenti, essiccata: veniva poi fatta muovere per fini stregoneschi e divinatori con i grotteschi risultati che facilmente possiamo immaginare.


Si comprende agilmente come le dita e le parti della mano hanno tutte un valore oracolare e la conoscenza corretta del loro impiego, secondo la prospettiva antica, ha un ruolo fondamentale nello svolgimento di tutti i riti soprattutto quelli legati alla scienza aruspicina, augurale e divinatoria. Osservate, nelle immagini antiche, la posizione della mani e delle dita (ma anche la posizione dei piedi) degli auguri, dei flamines o dei pontefici durante i riti.

L'argomento, come già detto, è molto lungo e complesso e presenta molte connessioni ad esempio con la Theobotanica: ovviamente, essendo solo un cultor, le mie conoscenze a riguardo sono molto limitate. Un augure od un pontifex ovviamente conoscono queste questioni molto meglio di me. Per ogni ulteriore approfondimento, soprattutto, l'uso delle mani e delle dita per importanti riti divinatori, consiglio pertanto di rivolgersi a loro.

Accludo di seguito questo carmen di origine celtica ("Dichetal do Chennaib"), ma che rimanda ad una tradizione comune e riassume molto bene molti concetti utili alla Scienza Arvalica. Non sarebbe male per un Fratello o una Sorella Arvale mandarlo a memoria...

Poteri degli alberi, punte delle dita
prima pentade di quattro
scoprite quanto il poeta vi chiede
tamburellandogli sulla fronte

Piolo di betulla, pollice pulsante
in forza di divinazione
o betulla, portagli nuove d'amore;
forte batte il cuore

Verga di sorbo selvatico, indice,
in forza di divinazione
risolvigli l'enigma
la chiave è gettata via

Frassino, dito medio,
in forza di divinazione,
conoscitore del tempo, ma altrimenti folle
distribuiscigli i venti

Ontano, dito medico,
in forza di divinazione
diagnostica ogni morbo
in una mente dubbiosa

Bacchetta di salice, dito auricolare,
in forza di divinazione,
strappa confessioni dalla bocca
di un cadavere in disfacimento

Punte delle dita,
cinque ramettti
alberi, alberi che divinano il vero
scoprite quanto il poeta vi chiede
tamburellandogli sulla fronte


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