Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
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lunedì 23 marzo 2015

Primavera - Ver Sacrum

In questo periodo dell'anno, la natura riprende il suo ciclo vitale dopo la "discesa" dell'autunno e dell'inverno. Faccio notare, anche se ormai dovrebbe essere superfluo, che si tratta di una ripresa di cicli non solo biologici e fisici, ma anche meta-biologici e meta-fisici.

Proprio in considerazione di questa doppia valenza del significato del termine "ciclo" penso che sia opportuno ricordare che, nella prospettiva della Spiritualità Tradizionale Romana il tempo non ha una valenza profana come siamo normalmente abituati a pensare. Infatti, nella nostra quotidianità, consideriamo il tempo in una forma lineare, misurabile in modo astratto in termini matematici: in tal modo esso appare come un fluire indistinto di eventi casuali. Il tempo profano viene strutturato in secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni e così via. Per questo esso ci appare come una struttura a griglia composta da caselle vuote (basta osservare empiricamente un qualunque calendario). Il tempo è pertanto "vuoto" e si riempie tramite un "presente" casuale in cui una qualsiasi attività può essere altrettanto casualmente svolta. 

Per la Spiritualità Tradizionale Romana, sia nel passato che nella contemporaneità, il Tempo è una dimensione "piena", è un divenire composto da eventi temporali concreti che derivano da ben identificati eventi naturali o sociali. L'identificazione di questi eventi di riferimento fa sì che il tempo si manifesti non come una progressione casuale di eventi vuoti, ma una struttura ordinata e classificata di eventi identificati, pieni di energie e forze altrettanto identificate, che per questa ragione non possono essere interscambiabili. 

L'armonia della Natura e dell'Universo si riversano nell'armonia del Tempo sacro, la cui conoscenza consente di effettuare determinate azioni nel loro momento temporale corretto e pertanto giusto e, in questo senso, "propizio". Il tempo ha una sua identità e ha i suoi cicli che possono essere conosciuti e che consentono di attribuire un carattere ed un valore ad ogni momento dell'esistenza. In questo si comprende il senso dello svolgimento di determinati riti in determinati momenti poichè ciò ci permette di essere consapevoli sulla reale natura del Tempo: ogni forza divina ha quindi il "suo tempo". Il futuro non è un'avventura verso l'ignoto poichè in una certa misura la nostra esistenza, come quella di tutti gli altri esseri viventi, si adegua a dei mega-cicli che vanno ben oltre la nostra capacità di influenzarli. Questa incapacità di comprendere il nostro legame strutturale con il Tempo Sacro ed i suoi  cicli è una delle cause principali della grande infelicità che affligge gran parte dell'umanità di oggi.

Questa lunga premessa è indispensabile per capire il senso e la collocazione temporale di questo riavvio del ciclo naturale della primavera, di cui accennavo più sopra, che anticamente veniva ritualizzato attraverso il Ver Sacrum.

In questa sede non voglio parlare del concetto di Ver Sacrum secondo una prospettiva storica o antropologica: quello di cui desidererei discutere è il senso di questo evento ciclico del calendario Sacro in termini attuali, il senso che può avere per noi Cultores e Cultrices di oggi.

Per le sue connessioni con questo concetto di Tempo Sacro, questo momento peculiare, ritualizzato nel Ver Sacrum, appare estremamente complesso e ricco di implicazioni che in questo sede posso solo accennare.

Il Ver Sacrum è una consacrazione agli Dei e alle Dee di tutto ciò che è "vivo" e che si appresta a venire alla luce in questo periodo dell'anno. Questo è il Tempo della generazione. Tutta una nuova "generazione", nel senso più letterale ed ampio del termine, viene consacrata alla sfera divina e quindi diventa pienamente reale. Similarmente, questo è il Tempo della ri-generazione: anche quindi la ri-generazione viene consacrata al Divino. 

Poichè inoltre ciascuno di noi è un microcosmo, in questo periodo dell'anno si riattiva una fase di generazione e rigenerazione fisica e spirituale interiore che viene ritualizzata nel Ver Sacrum e quindi riempita di Divino.


Secondo la Tradizione, la generazione e la ri-generazione sono sempre sinonimo di "movimento". Energie e forze in movimento, che sciamano e che vagano liberamente, solo in apparenza secondo il caso, sono alla base della generazione. 

La Tradizione ci parla, con la voce del mito, di gruppi di giovani, che, seguendo un animale-guida, vagano, si irradiano, attravesando le foreste lungo sentieri invisibili, partendo dall'Omphalos di Cotilia, nel Centro-Italia in Terra Sabina, per popolare la dimensione del selvatico, del non umano. 

Il Ver Sacrum è questo sciamare rituale, un camminare e vagare rituale, lungo sentieri invisibili seguendo uno spirito-guida, da un centro di irradiazione divina attraverso luoghi altrimenti ostili. Questo camminare rituale avviene nel periodo consacrato a Marte-generatore: non casualmente Marte è la forza divina che ispira i maggiori sodalizi antichi che ritualmente procedevano "danzando" o "camminando" ovvero i Salii e gli Arvali. Spesso gli spiriti guida simbolicamente assumevano le sembianze del Picchio o del Lupo, animali sacri a Marte.

Tutta questa rappresentazione mitica deve essere letta ed interpretata in senso non-profano. Il camminare assume, soprattutto in questo periodo, una valenza rituale e simbolica molto importante, quasi come metafora, del procedere lungo la Via, del cammino spirituale intrapreso dal Cultor e dalla Cultrix che in questo speciale periodo dell'anno viene riconfermato, ritualizzato e sacralizzato come liturgia di generazione e rigenerazione fisica e spirituale interiore.

Tutta l'Italia centrale, proprio a partire dalla terra Sabina, era attraversata da una fitta rete di sentieri invisibili, di strade rituali che venivano percorse in questo periodo dell'anno con delle processioni sacre. Di questa rete invisibile si è persa la memoria, ma alcuni di questi percorsi antichissimi sono ancora visibili. Lungo questi sentieri degli Antenati ogni roccia, sasso, collina, montagna, albero, fiume faceva parte di una "segnaletica sacra e mitica" utile a questo percorso di generazione e rigenerazione simbolica. 

I giovani e le giovani nel passato (perchè "Nuova Generazione"), e oggi il Cultor e la Cultrix, vagano camminando in modo rituale lungo questi sentieri invisibili in cui ogni elemento naturale è un'indicazione di questo processo di generazione e rigenerazione naturale cui corrisponde una generazione e rigenerazione personale (fisica e spirituale). Durante il Ver Sacrum, il Cultor e la Cultrix, leggendo questa letteratura naturale che li circonda, acquistano piena consapevolezza di questi processi di cui essi stessi diventano parte integrante.  Questa mappa di una geografia sacra è fatta anche di miti e segnali che "raccontano", lungo il vagare in movimento, questo processo di generazione. Camminando nel Ver Sacrum, nel viaggio rituale, il Cultor e la Cultrix acquistano la consapevolezza dell'esistenza che viene alla luce. L'esistenza diventa il procedere lungo la Via stessa. la via percorsa dagli Antenati, la Via del Mos Maiorum. Camminare diventa quindi un rito.

Come ho accennato precedentemente, la memoria di questi antichissimi sentieri è andata perduta, ma forse qualche traccia è ancora visibile. Ritengo che, ad esempio, le antiche "Tagliate Etrusche" possano essere considerate parte di questa rete di Vie Rituali. 


Come già detto si tratta di un discorso molto complesso: mi riservo di affrontare la simbologia delle Tagliate Etrusche in uno spazio specifico. Qui posso fornrie solo qualche breve cenno utile all'argomento trattato.


La "Tagliata Etrusca" è un tortuoso passaggio scavato nella roccia in tempi remotissimi: scarsa è la luce che vi penetra ed è ricco di curve. Il fatto di essere un percorso scavato nella roccia ha una doppia valenza. Da una parte esso rappresenta il vagare nel cosmo, che è oscuro: la roccia è l'immagine del cosmo e il Cultor e la Cultrix, camminando fra le strette e umide pareti di roccia, penetrano con l'intelletto ciò che è oscuro. Ogni curva è un intervallo simbolico in cui si collocano elementi del cosmo e regioni del cielo. Nello stesso tempo, oltre a rappresentare il cosmo, come elemento generato e sensibile, il procedere fra le strette pareti di roccia umida nell'oscurità simboleggia il procedere tra le potenze invisibili, non percepibili allo sguardo. Si tratta in particolare di un cammino , nella materia generatrice-umida, Mater-Materia: un cammino di andata e ritorno della rinascita. La rigenerazione nella palingenesi.



giovedì 12 marzo 2015

Polytheism

Talking about Polytheism today is not a low profile issue. This is particularly relevant when thinking for example about the agony of the major monotheistic religions (now deprived of their spiritual, symbolic and mystical value) often resulting in a blind and violent fanaticism which highlights their inability to accept the plurality, to interpret World and their inherent weakness.

Polytheism presupposes a conceptual basis, also in this case according to a sacred and not profane perspective, much more complex than one might think at first observation.

This concept doesn't refer to a simplistic range of "functional" Deities (the God of War, the Goddess of love, the God of fire, the Goddess of health, etc...): polytheism results from a multifaceted perception of reality, Nature, the Universe.

It is important to note that polytheism is based on the idea of "different" and "multiple". This diversity and multiplicity of relations are described by continuous flowing, changing, movement. The continuous interactions of these multiplicities, with their movement, combination and alternation, are the representation of the Ultimate Unity at the base of the being and non-being.

This relationship between diversity and unity can be found in many sacred symbols such as the symbol of fire (male symbol) and water (female symbol).

sacred symbol of Fire


sacred symbol of Water


This symbolism can be also found in the tympanum of the Traditional Temple (having therefore something more than a sole and mere architectural function), in which (not coincidentally) were depicted important representations of the Deities.








The Ultimate Unity is materialized in the breath cycle that permeates all the reality, resulting from this ongoing relationship between "paradigms" in a continuously interdependent relationship.

This multiplicity is not in "hierarchical" opposition: a force is not hierarchically superior to its opposite. The Male does not prevail on Feminine. Each force depends on its opposite, it is completed by its opposite. Each polarity always reveals the presence of its opposite and its dependence on this. To be included in its unity, a force, an energy, thus requires further explanation through its opposite. This complementarity is symbolically described by the "double spiral"

All reality is permeated by these multiple, complementary forces, in a continuous movement, in a continuous flowing like a wave: they become the qualities inherent in the forms of Nature and the Universe (at the micro and macro level) that become therefore dynamic systems of relations and correspondences.

The creation, generation and destruction are components of a "cyclical rhythm", a sacred dance that can be found in all the manifestation of the being.

Paint in an Etruscan tomb

Male/Feminine, expansion/contraction, active/passive are symmetrical elements linked by a substantial identity and by relations: from these links the One derives.

Considering that the macrocosm and the microcosm are in a specular relation, a man or a woman (when achieving the necessary awareness) can become the "image" of the Universe (in a sacred sense). A man or woman are not elements "detached" from Nature: they not only are part of it, but they can reflect in their inner Temple the image of the Whole.

Polytheism, as vision and awareness of the diversity and multiplicity of complementary forces linked by relationships, not only is a key to understanding the nature and the universe, but it is also an instrument of interpretation of the universe within us. It is a way to cultivate a form of Inner polytheism.

For this reason, the Traditional Roman Spirituality, being an expression of Polytheism, does not condemn the reality of the world as a source of sin: indeed it is a practice to enjoy the reality of the world in all its forms because "being" and "becoming" coincide, the Absolute depends on the Relative.

All manifestations of the Divine, in the male and feminine polarities, are thus manifestations of absolute realities. Deepening the sense of the specific characteristics of a Deity means perceiving the facets of the same absolute Entity taking shape in that God/Goddess.

The Traditional Roman spirituality is therefore a "practice", a "path" to evidence this flow, this inner transformation, without absolute truths, without dogmas, based on a continuous questioning. The Traditional Roman Spirituality is a path of inner "growing", also enforcing our perception of the World because Gods and Goddesses are forms of revelation of the Absolute. Transcendent reality can be perceived here and now, in this life, awakening our inner conscience. The body and the senses are not instruments of sin: they can become vehicles of knowledge, tools to approach the Divine.

The Sacred Dimension is not a dogma, but it is something that must be experienced, independently from erudition and formalities, in order to perceive the deeper meaning of reality and its symbols.

Politeismo

Parlare di Politeismo oggi non è una questione di secondo piano. Ciò è particolarmente rilevante quando si pensa in primo luogo all'agonia delle principali religioni monoteiste che, ormai svuotate di ogni significato spirituale, simbolico e mistico, spesso sfociano nel fanatismo cieco e violento proprio ad evidenziare la loro incapacità di accettare la pluralità, di interpretare il Mondo e la loro intrinseca debolezza.

Il "Politeismo" presuppone una base concettuale, anche in questo caso secondo una prospettiva "sacra" e non profana, molto più complessa di quanto si possa pensare a prima vista. 

Non si tratta infatti di fare riferimento ad un semplicistico ventaglio di Divinità "funzionali" (il Dio della guerra, la Dea dell'amore, il Dio del fuoco, la Dea della Salute, ecc..) quanto di sviluppare una percezione poliedrica della realtà, della Natura, dell'Universo.

Innanzitutto bisogna premettere che il Politeismo si fonda sull'idea di "diverso" e di "molteplice". Queste diversità e molteplicità vengono descritte da delle relazioni in continuo fluire, mutamento, movimento. L'interazione continua di queste molteplicità, con il loro susseguirsi ed alternarsi, è tuttavia rappresentazione di quella unità ultima che è alla base dell'essere e del non-essere. 


Questo rapporto fra molteplicità ed unità si ritrova in molti simboli sacri come ad esempio il simbolo del fuoco (simbolo maschile) e quello dell'acqua (simbolo femminile).
simbolo sacro del Fuoco

simbolo sacro dell'Acqua


Questa simbologia si ritrova anche nel timpano del Tempio Tradizionale (che non ha una sola e mera funzione architettonica), all'interno del quale (non casualmente) venivano raffigurate importanti rappresentazioni del Divino.









L'unità ultima si ritrova nel respiro ciclico che permea tutta la realtà, risultante da questo rapporto continuo fra "paradigmi" in continua relazione interdipendente. 

Infatti non si tratta di una molteplicità in opposizione "gerarchica": una forza non è gerarchicamente superiore al suo contrario. Il Maschile non prevale sul Femminile. Ciascuna forza dipende dal suo contrario. si completa nel suo contrario. Ogni polarità rivela sempre la presenza del suo contrario e la sua dipendenza da questo. Per essere compresa nella sua unità ogni forza quindi richiede la spiegazione complementare del suo opposto. Questa complementarietà è simbolicamente descritta dalla "doppia spirale"

Tutta la realtà è intrisa di queste forze molteplici, complementari, in movimento continuo, in un fluire continuo come un'onda: esse diventano le qualità inerenti le forme della Natura e dell'Universo (a livello micro e a livello macro) che diventano pertanto sistemi dinamici di "relazioni" e corrispondenze. 

La creazione, la generazione, la distruzione sono componenti di un "ritmo ciclico", una danza sacra che si ritrova in tutti gli stati dell'essere.

Dipinto tombale etrusco

Maschile/Femminile, espansione/contrazione, attivo/passivo sono elementi simmetrici uniti da una sostanziale identità e legati da relazioni: in questo legame scaturisce l'Uno.

Poichè inoltre il macrocosmo ed l microcosmo sono speculari, noi stessi possiamo essere (se ne acquistiamo la consapevolezza) l'immagine fedele dell'Universo (in senso sacro). Un uomo o una donna non sono elementi "staccati" dalla Natura, ma non solo ne sono parte integrante, ma rispecchiano in loro stessi il Tutto. 

Il Politeismo, come visione e consapevolezza della diversità e molteplicità di forze complementari legate da relazioni, non solo è una chiave di lettura della Natura e dell'Universo, ma è anche uno strumento di interpretazione dell'Universo dentro di noi. Si tratta in pratica di coltivare una forma di Politeismo Interiore. 

Per questa ragione, la Spiritualità Tradizionale Romana, in quanto espressione del Politeismo, non condanna la realtà del Mondo come fonte di peccato: anzi valorizza la realtà del Mondo in tutte le sue espressioni perchè "essere" e "divenire" coincidono, l'Assoluto dipende dal Relativo. 

Tutte le manifestazioni del Divino, nelle polarità maschile e femminile, sono quindi manifestazioni di realtà assolute. Approfondire il senso delle specifiche caratteristiche di una Divinità significa intuire in essa le sfaccettature di una medesima entità assoluta originaria che in quella Divinità prende forma.


La Spiritualità Tradizionale Romana è quindi una "pratica", un "cammino" per evidenziare questo fluire, questa trasformazione interiore, priva di verità assolute, priva di dogmi, fondata su un interrogarsi continuo. La Spiritualità Tradizionale Romana è un percorso di valorizzazione interiore, ma anche di valorizzazione del Mondo perchè gli Dei e le Dee sono forme di rivelazione dell'Assoluto. La realtà trascendente può essere percepita hic et nunc, nella vita presente, risvegliando la propria coscienza. Il corpo ed i sensi non sono strumenti del peccato, ma possono diventare veicoli di conoscenza, strumenti per approcciarsi al divino.

Il Sacro non è un dogma, ma è qualcosa che deve essere sperimentato, indipendentemente da canoni eruditi e formalità, per poter cogliere il significato profondo della realtà e dei suoi simboli.
 

martedì 3 marzo 2015

March

After having celebrated the Februalia as final rite of purification during the last day of February, on March the 1st the Sacred Year begins.

March is thus a very important month characterized by many celebrations, rites and festivals.

March is enterely dedicated to Life and Nature re-birth in all their expressions. This month is dedicated to the generating forces converging into two polatiries: Mars (Male Polarity) and Cybele (Feminine Polarity)

Mars - usually labelled as the God of War - is the "He-generating". He is symbolically Romolus' and Remus' father being in this way Father of the Roman People. Mars is the Fecundating Male Energy, expanding active energy: fecundating Earth, Plants, Flowers, Fields, etc. He is defined as Marmor (shining, gleaming) but more frequently as Marmar (Reproductive Force of the Nature) or Gradivus (Fecundating Vegetation).

Sacred plants to Mars are: figtree and oak. Sacred animals are: wolf, horse and woodpecker.

If Janus is the sacralization of the "beginnings", Mars is the sacralization of the "activity" and "things' blossoming". To Mars are dedicated the "Sacrae Prima-verae" of youth who entered the adult life as foundators and fecundators.
 
His sacred symbol is a Spear.
 
The Mars antique female polarity is Nerio but in the time course she tended to have a smaller and smaller importance.


Cybele is the female polarity of fecundity (She-Fecundating). Cybele is by definition the Great Mather embracing all the Goddesses having specific characteristics. In the same time she is associated to the main Goddesses: Iuno, Vesta, Tellus, Bona Dea, Maia, Gaia, Flora, Ceres, Pomona, etc.

Cybele is the perennial energy of the Nature renewal. She is the Lady of the Plants: pine, boxtree and oak are sacred plants to Cybele. She is also the Lady of the Animals. Humans have learnt from her how to cultivate corn and cereals.

Cybele's sacred symbols are: the Tower and the Lion.
  • 1 - 6 march: Matronalia, Fire of Vesta
  • 4 - 10 march: Ludi Megalesi
  • 7 march: Mars' Agonalia, Iunonalia
  • 9 march: Mars' Weapons
  • 14 march: Equiria, Mamuralia
  • 15 - 27 march: Megalesia, Anna Perenna
  • 17 march: Liberalia
  • 19 march: Mars' Weapons, Great Quinquatria (by 21st march)
  • 23 march: Tubilustrium

About the Fire of Vesta see this post
About Megalesia see this post

Marzo

Dopo aver celebrato i Februalia come rito di purificazione durante l'ultimo giorno di Febbraio, con il 1 Marzo inizia l'Anno Sacro.

Marzo è quindi un mese importantissimo e ricco di celebrazioni.

Marzo è interamente dedicato alla rinasciata della vita e della Natura in tutte le sue espressioni. Il mese è dedicato alle forze generatrici che convergono nella polarità maschile di Marte ed in quella femminile di Cibele.

Marte - spesso erroneamente identificato solo come "Dio della guerra" - è il "generatore". E' simbolicamente padre di Romolo e Remo quindi padre del Popolo Romano. Marte è l'energia maschile, energia in espansione attiva che feconda: la Terra, le Piante, i Fiori, i campi agricoli, ecc...
Viene definito Marmor (splendente, luccicante), ma più spesso Marmar (forza riproduttiva della Natura) o Gradivus (Fecondatore della Vegetazione).

Le piante sacre di Marte sono il Fico e la Quercia. I suoi animali sacri sono il lupo, il cavallo e il picchio.

Se Giano è la sacralizzazione degli inizi, Marte è la sacralizzazione dell'attività e dello sbocciare delle cose. A lui sono dedicate le "primavere sacre" dei giovani che entravano nella vita adulta e diventavano fecondatori e fondatori.

Il suo simbolo è la Lancia.
L'antica polarità femminile di Marte è Nerio che con il tempo si è andata come "atrofizzando" o rimpicciolendo.

Cibele è la polarità femminile della fecondità. Cibele è la Grande Madre per definizione ed unisce in sè stessa tutte le divinità femminili aventi dei compiti specifici. Essa è inoltre associata alle maggiori divinità femminili: Giunone, Vesta, Tellus, Bona Dea, Maia, Gaia, Cerere, ecc...

Cibele è l'energia perenne del rinnovamento della Natura. Cibele è la Signora delle Piante: a lei sono sacri il Pino, il Bosso e la Quercia. Essa è anche Signora degli Animali. Da lei gli uomini e le donne hanno appreso la coltivazione del grano e dei cereali.
I suoi simboli sono la Torre ed il Leone.
  • 1 - 6 marzo: Matronalia Fuoco di Vesta
  • 4 - 10 marzo: Ludi Megalesi
  • 7 marzo: Agonalia di Marte, Iunonalia
  • 9 marzo: Armi di Marte
  • 14 marzo: Equiria, Mamuralia
  • 15 - 27 marzo: Megalesia, Anna Perenna
  • 17 marzo: Liberalia
  • 19 marzo: Armi di Marte, Grandi Quinquatria (fino al 21 marzo)
  • 23 marzo: Tubilustrium
Per il fuoco di Vesta si può vedere questo post
Per i Megalesia si può vedere questo post

venerdì 27 febbraio 2015

Worship of Ancestors: further reflections

A friend, Cultrix and good blogger suggested some comments regarding my previous post on Lararium and Worship of the Ancestors. These observations can be found as a comment to this previous post.

In brief she reflected about the issue of how can we place within the Cult of the Ancestors, some Ancestors of a family who should not be mentioned for virtue being negative individuals, unworthy of admiration and even less of veneration.

The question of course is linked to some foundamental topics such as the ratio of the Cult of the Ancestors and the Dead, the concept of veneration or the same concept of worship.

To understand the meaning that Tradition and the Traditional Roman Spirituality gives to these issues is important to move, to "translate" our thoughts on another level of reflection: Our plan of reflection must be symbolic, mythical, esoteric, deeper.

When we speak of Ancestors we do not refer to them in a well defined "personal data" of a given person, in biological, physical, material terms, but in mythical and symbolic sense.

The concept of Ancestor, as well as that of the successor, highlights the idea of a chain, a transmission, a Tradition (tradere) in the most literal sense of the term, a movement, a continuing changing, a flowing, a walk along a path, a relay race, a Via.
 
Ancestors in particular are those who started this chain, those who have been (mythically) closer to the Gods and Goddesses during the progress of the (mythical) ages: they are those who have initiated the mos maiorum. Death and the Ancestors are elements of the narrative of a spiritual feeling, which now becomes "our" own personal spiritual sentiment. Although in the time course we had Ancestors who professed a religion totally different from ours (ie Christian), they can be organized within our inner spiritual Temple, according to our spiritual beliefs. Therefore they are part of the our family metaphysical order of the Afterlife which we now refer to.

In this perspective the concept of tradition, transmission, stability, order, hierarchy, structure, relationship acquire their value and meaning. Respect for parents, and their memory as Ancestry, is thus a critical contribution to create the basis of any social organization.

Furthermore, without this mythical and symbolic perspective, death would remain only a mere physical disintegration: in this way it acquires a value. Worship of Ancestors is therefore a response to the problem of death: even our death. The Lararium highlights this separation and this relationship between the world of the living and the dead and the unborn.

None of us, even if belonging to an ancient family, may have memory of all his/her ancestors, but what matters is to have a form of respect and awareness of our place in the course of the Sacred Time (which is not just a random flowing of events), a respect for those who have generated us, who gave us life, that have gone before us. The Traditional Roman Spirituality is not a religion, but it is a journey, a path, and this concept of path and journey can be also applied to the idea of the relationship between the past, present and future generations. The Traditional Roman Spirituality is a journey on a climb because it is also a Way of elevating; what the Cultor and Cultrix are called to do is elevating themselves also elevating his/her family (in a broad sense) or by highlighting the best, the best ethical and spiritual qualities that can be found within this family. The concept of pietas also embraces the idea of cultivating Gods and Goddesses on the basis of the virtus of the Ancients or of our Ancestors. The Cultor and Cultrix, through the pietas, are on the Way and by their ethical way of life they pass positive well defined values ​​to the future generations. But we must not forget that "children are the censors of parents": an unjust parent does not deserve obedience of the children. An unjust parent, being as such, does not practice the pietas, he/she is not on the Via. He/she loses his/her authority in this life and he/she also loses his/her symbolic authority in death through the oblivion. 
 
The Cultor and Cultrix, practicing the pietas, have this awareness instead: they live to build and develop this symbolic chain, acting to strengthen the idea of family roots to be transmitted to their children. In this way, they become not only Cultor and Cultrix, but also a Pater and a Mater Familias.

Tradition tells us, in a mythical and symbolic way, about the dead and the peaceless dead, about specific days when the dead could symbolically meet the living members of the family, about purification rites of the dead, rituals to appease the peaceless dead that harass the living family.  This mythical and ritual structure shows that for the Ancients the aggregation process of the deceased with the Ancestors follows a symbolic pace similar to the aggregation process an individual has in the society of the living mankind. The deceased does not automatically enter the sphere of the Ancestors because this process requires complex "rites of the memory". To become a new Ancestor, the deceased must be purified by the rites that have the primary purpose to remove his individual identity: he becomes so vague to be mingled together with all others Ancestors.  The identity of the individual Ancestry vanishes, his/her uniqueness is lost. The "veneration", the worship becomes a process of attributing global symbolic authority to the Ancestors as a whole, as an unique specific entity of a given family.


With the cult of the Ancestors, we affirm the value of the idea that the Cultor and Cultrix have for their "roots"(in the mythical, symbolic, esoteric sense) in space and time: just like a big tree affirms her force towards the sky thanks to her sound roots.

giovedì 26 febbraio 2015

Il Culto degli Antenati: ulteriori approfondimenti

Un'amica, Cultrix e attenta blogger mi ha sottoposto alcune osservazioni relative al mio post sul Lararium ed il Culto degli Antenati. Queste osservazioni possono essere trovate come commento a questo precedente post.

In sostanza mi viene sollevato il problema di come possiamo collocare, all'interno del Culto degli Antenati, alcuni Antenati di una famiglia che non si sono segnalati per virtù o si sono macchiati di indegnità o comunque non apparirebbero meritevoli nè di ammirazione nè tanto meno di venerazione.

La questione ovviamente si collega ad alcune tematiche di riferimento come ad esempio il rapporto fra il Culto degli Antenati ed i Defunti, il concetto di Venerazione o lo stesso concetto di Culto. 

Per comprendere il senso che la Tradizione e la Spiritualità Tradizionale dà a questi temi è importante in primo luogo spostare, traslare i nostri pensieri su un altro piano di riflessione che non deve essere profano o di ispirazione monoteista. Il nostro piano di riflessione deve essere simbolico, mitico, esoterico, profondo.

Quando parliamo di Antenati non ci riferiamo ad essi in senso "anagrafico", biologico, fisico, materiale, ma in senso appunto mitico e simbolico.

Il concetto di Antenato, così come quello di successore, evidenziano l'idea di una catena, di una trasmissione, di una Tradizione (tradere) nel senso più letterale del termine, di percorso, di cammino. Gli Antenati in particolare sono coloro che hanno dato inizio, solo coloro che sono stati (miticamente) più vicini agli Dei e alle Dee durante il progredire delle epoche (mitiche): sono loro che hanno dato avvio al mos maiorum. La Morte e gli Antenati sono elementi della narrazione di un sentimento religioso, che ora diventa il "nostro" sentimento religioso. Anche se negli ultimi secoli abbiamo avuto Antenati che professavano un credo religioso totalmente diverso dal nostro (ad esempio cristiano) ciò non toglie che essi vengano organizzati all'interno del nostro credo religioso. Essi quindi fanno parte dell'ordine metafisico familiare dell'al di là cui noi ora facciamo riferimento. 

In questo senso emergono i valori di tradizione, trasmissione, stabilità, ordine, gerarchia, struttura, relazioni. Il rispetto per i genitori, ed il loro ricordo come Antenati, è alla base di una qualsiasi organizzazione sociale.

Inoltre senza questa lettura mitica, la morte sarebbe solo disgregazione: in questo modo essa acquista un valore. Il Culto degli Antenati è quindi una risposta al problema della morte. Il Lararium evidenzia questa separazione e questa relazione del mondo dei vivi da quello dei morti e dei non-nati.

Nessuno di noi, anche se appartiene ad un'antica famiglia, può avere memoria di tutti i suoi Antenati: ma quello che conta è avere una forma di rispetto e di consapevolezza per coloro che ci hanno generato, che ci hanno dato la vita, che ci hanno preceduto. La Spiritualità Tradizionale Romana non è una religione, ma è un cammino, è un percorso, e questo concetto di percorso e di cammino si applica anche all'idea di relazione fra le generazioni, passate, presenti e future. La Spiritualità Tradizionale Romana è un cammino in salita poichè è anche una Via di elevamento; quello che il Cultor e la Cultrix sono chiamati a fare è elevare sè stessi anche elevando la propria famiglia (in senso esteso) ovvero evidenziando il meglio, le migliori qualità etiche e spirituali che si trovano all'interno di questa famiglia. Il concetto di pietas abbraccia anche l'idea di coltivare gli Dei e le Dee sulla base della virtù degli Antichi ovvero dei nostri Antenati. Il Cultor e la Cultrix, tramite la pietas, sono sulla Via e con la loro condotta tramandano dei valori positivi alle generazioni future. Non dobbiamo però dimenticare che "i figli sono i censori dei genitori": un genitore ingiusto non merita l'obbedienza dei figli. Un genitore ingiusto non pratica la pietas, non è sulla Via: perde la sua autorità da vivo e perderà anche a sua autorità simbolica da morto tramite l'oblio. Il Cultor e la Cultrix praticano la pietas, hanno invece questa consapevolezza: operano per costruire e sviluppare questa catena simbolica, operano per rafforzare l'idea di radici familiari da trasmettere ai propri figli. In questo modo diventano, oltre che Cultor e Cultrix, Pater e Mater Familias.

La tradizione ci parla, in modo mitico e simbolico, dei morti, dei morti indegni e dei morti inquieti (senza-pace), di giorni specifici in cui i morti potevano incontrare i vivi, riti di purificazione dei defunti, riti per placare i defunti senza pace che assillano i vivi. Tutto questo apparato mitico e rituale evidenzia come per gli Antichi il processo di aggregazione del defunto con gli Antenati segua un ritmo simbolico simile che il vivo ha nella società dei vivi. Il defunto non entra automaticamente nella sfera degli Antenati. Si attiva un complesso "rito della memoria": per diventare un nuovo Antenato il defunto deve essere purificato dai riti che hanno lo scopo primario  di fargli perdere la sua fisionomia individuale, renderla talmente vaga che si confonde con quella di tutti gli altri Antenati che lo hanno preceduto. L'identità dei singoli Antenati si annulla, la sua singolarità si perde. La "venerazione", il culto diventa un processo per cui si attribuisce autorità simbolica complessiva.


Con il culto degli Antenati, affermiamo il valore dell'idea che il Cultor e la Cultrix hanno per le proprie "radici", in senso mitico, simbolico, esoterico, nello spazio e nel tempo: proprio come un grande albero afferma la sua forza verso il cielo proprio grazie alle sue solide radici. 

venerdì 13 febbraio 2015

Lararium: the cult of the Ancestors

The Lararium is perhaps one of the most important elements of the present Traditional Roman Spirituality. The home Lararium (to be distinguished from other types of Lararium outside the house) is in fact the focus of any private cult.

The Lararium is an extremely complex element, rich in very detailed and complex symbolism. A wide variety of symbols and meanings are condensed in it: these symbols are strictly interconnected whose interpretation is not easy for the profane eye.

The Lararium firstly acts as a signal: in fact it represents to other men and women that a Cultor or Cultrix lives in this house or a family of Cultores (ie a family in the sacred sense of this term) live in that house. 
 
Not only. The Lararium evidences also (and especially) to the Gods and Goddesses that this is a house of a Cultor or Cultrix. This is because a Cultor or Cultrix does not meet the Divine in a church, a mosque or a synagogue. The Gods and Goddesses are not elsewhere, in heaven, sky or in another dimension. They are here around us. The Cultor and Cultrix must be able to receive Gods and Goddesses: and the house is the private dimension by definition. The Lararium therefore indicates our willingness to accept the Divine with us.

The Lararium also symbolizes our connection to the Ancestors by the Cult of the Ancestors. Also in this case, it shows a very complex symbolic value that goes beyond the molre superficial aspect of the issue. A traditional Lararium shows two figures (not distinctly male or female): they do not look at each other, but they look outward. At the center is represented the genius or the iuno of the Cultor or the Cultrix. Usually the genius/iuno observes the figure placed on the right. The two figures also have their feet raised in an act as that of dance: it is the representation of the movement of the dance which is linked to generation. To be brief, I omit here all other symbols.

In very general terms, this representation symbolizes the duality in particular past-future. In short is symbolized the generational chain of Tradition constituted not only by the Ancestors, but also by future generations. In between is the present (ie us) as a ring that connects the past with the future, the beginning with the end.

The important thing to note is that in the Traditional Roman Spirituality is emphasized that the beginning and the end are linked, in a very broad sense, to theidea of generation (dancing) or by an act dynamically linked to Love (in sacred sense: Venus) as a force that coagulates, attracts the bodies. Unlike monotheism, where there is a God who alone models the universe and created man, in the Traditional Roman Spirituality the generation of Everything requires the presence of two opposing generating forces through an act of love. In the representation of Lararium is underlined the deep bond between the divine dimension (the two Lares) and the human. The same vital energy permeates all the reality: my genius will move to the divine dimension when the time of my physical body will reach the end becoming a tutelary deity of the future family. For this the genius/iuno looks to the right or to the past. The Lararium then describes an order in which the universe is structured and provides the Cultor and Cultrix with an identity of time and space. This is because the Lararium describes the concept of generation and transmission (tradition) as distinctive factor from those who does not have this knowledge: it allows you to identify a well defined legacy of knowledge.

The narrative of the origins of the universe and time are translated into the microcosmic dimension becoming the narration of the story of the history of a family (and a people united by the same cult). The Universe and Nature are chains of relationships: a Cultor and Cultrix are parts of this chain of existences that pervades everything. The Gods and Goddesses of the world and the universe are represented as the Gods and Goddesses of the ancestors of their genealogy. Ancestors become sacred: the strength of a large tree is given by the strength of its roots.

But the Lares describe a bond that connects the beginning of a journey with a final destination: they show a mysterious line that describes a path. A divine energy has started from a point, has materialized in the present (permeating the genius/iuno): but this divine energy will return back to  this mythical starting point in a circular process (again the mystical dance). The Lararium highlights therefore the sense of limits, the sense of the "End" that is inherent in the Traditional Roman Spirituality: the cycle of life and death as the only certainty.

Pietas in domestic cults describes this bond of reciprocity and the bond between the generations. Parents give life to the children and assist them in childhood. The children, when adults, assist parents in old age and honor them after death. This condition is reflected in the family in the relationship between husband and wife, between brothers and sisters.

The Cultor and Cultrix, through Lararium, therefore, indicate that they have undertaken a journey, a mystical path that will lead to a definitive mutation, rebirth in palingenesis.

As already mentioned, the Lararium implies more symbolic values. Discussing them now would be too long.

Lararium: il culto degli Antenati

Il Lararium è forse uno degli elementi più importanti della Spiritualità Tradizionale Romana contemporanea. Il Lararium domestico (da distinguere da tipi di Lararium esterni alla casa) è infatti il fulcro dei culti privati. 

Il Lararium è un elemento estremamente complesso, ricco di una simbologia molto articolata e complessa. In esso convive una estesa molteplicità di simboli e di significati interconessi fra loro la cui lettura non è agevole per gli occhi profani.

Il Lararium per prima cosa agisce come un segnale: esso infatti segnala agli altri uomini e donne che in quella casa vive un Cultor o una Cultrix o una famiglia di Cultores (cioè una famiglia nel senso sacro di questo termine). Non solo. Il Lararium segnala anche (e soprattutto) agli Dei e alle Dee che quella è una casa di un Cultor o di una Cultrix. Questo perchè un Cultor o una Cultrix non incontrano i Divini in una chiesa, in una moschea o in una sinagoga. Gli Dei e le Dee non sono altrove, in Cielo o in un'altra dimensione. Essi son qui intorno a noi. Il Cultor e la Cultrix devono essere in grado di accogliere presso di sè gli Dei e le Dee: e la casa è la dimensione privata per definizione. Il Lararium pertanto indica la nostra disponibilità ad accogliere i Divini presso di noi.

Il Lararium inoltre simboleggia il nostro legame con gli Antenati tramite il Culto degli Antenati. Anche in questo caso, si tratta di una valenza simbolica molto complessa che va oltre quella apparente. Nel Lararium tradizionale sono rappresentate due figure non distintamente maschili o femminili: esse non si guardano, ma hanno lo sguardo rivolto verso l'esterno. Al centro viene rappresentato il genius o la iuno del Cultor o della Cultrix. Solitamente il genius/iuno osservano la figura posta alla loro destra. La due figure inoltre hanno i piedi sollevati in un atto come quello della danza: si tratta della rappresentazione del movimento della danza cosa che è legata alla generazione. Tralascio in questa sede tutti gli altri simboli.

In termini molto generali questa rappresentazione simboleggia la dualità in particolare quella passato-futuro. In breve viene simboleggiata la catena della Tradizione generazionale costituita non solo dagli Antenati, ma anche dalle generazioni future. Nel mezzo c'è il presente (ovvero noi) come anello che collega il passato con il futuro, l'inizio con la fine. 

La cosa importante da notare è che nella Spiritualità Tradizionale Romana viene messo in evidenza che l'inizio e la fine sono legati alla generazione (la danza) ovvero da un atto dinamico legato all'Amore (in senso sacro: Venere) come forza che coagula, condensa, attrae i corpi. A differenza del monoteismo, dove c'è un Dio che da solo modella l'universo e crea l'uomo, nella Spiritualità Tradizionale Romana la generazione del Tutto prevede la presenza di due forze contrastanti e opposte che generano tramite un atto di Amore. Nella rappresentazione del Lararium viene sottolineato il profondo legame fra la dimensione divina (i due Lares) e quella umana. La stessa energia vitale permea ogni realtà: il mio genius si sposterà nella dimensione divina quando il tempo del mio corpo fisico sarà esaurito divenendo nume tutelare della famiglia futura. Per questo esso guarda verso destra ovvero verso il passato. Il Lararium descrive quindi un ordine secondo il quale l'universo è strutturato e fornisce un'identà temporale e spaziale al Cultor e alla Cultrix. Questo perchè il Lararium esprime il concetto di generazione e trasmissione (tradizione) che consentono di distinguersi da coloro che non hanno questa consapevolezza e permettono di riconoscersi con un retaggio di conoscenza. 

La narrazione dell'origine del tempo e dell'universo vengono riportati nella dimensione microcosmica poichè si traducono nella narrazione del racconto della storia di una famiglia (e di un popolo unito dal medesimo culto). L'Universo e la Natura sono concatenazioni di relazioni: anche un Cultor e una Cultrix sono parte di questa concatenazione di esistenze che pervade ogni cosa. Gli Dei e le Dee del mondo e dell'Universo sono rappresentati come gli Dei e le Dee degli antenati della propria genealogia. Gli Antenati diventano sacri: la forza di un grande albero è data dalla solidità delle sue radici. 

Ma i Lares descrivono un legame che mette in comunicazione l'inizio di un cammino con una destinazione finale: essi evidenziano una linea misteriosa che descrive un cammino secondo cui un'energia divina è partita da un punto, si è materializzata (che permea nella dimensione del presente il genius/iuno) e a questo mitico punto di partenza farà ritorno in un processo circolare (ancora la danza mistica). Il Lararium mette in luce quindi il senso del limite, il senso della fine che è connaturato nella Spiritualità Tradizionale Romana: il ciclo vita-morte come unica certezza.

La pietas nei culti domestici descrive questo vincolo di reciprocità ed il legame fra le generazioni. I genitori danno vita ai figli e li assistono durante l'infanzia. I figli da adulti assistono i genitori nella vecchiaia e li onorano dopo la morte. Questa condizione si riflette all'interno della famiglia nel rapporto fra marito e moglie, fra fratelli e sorelle.

Il Cultor e la Cultrix, per mezzo del Lararium, indicano quindi che hanno intrapreso un cammino, un percorso mistico che porterà ad una mutazione definitiva, alla rinascita nella palingenesi.

Come già detto, il Lararium implica ulteriori valori simbolici. Affrontarli ora sarebbe troppo lungo.

lunedì 2 febbraio 2015

February

February  is dedicated to purification. 
In this month, festivities, rituals and festivals are focused on the memory of defuncts, magical animals, peaceful activities, otium and sleeping. Any tool used for purification is named februum.

It is important to remind that the traditional year will begin on March 1st: thus purification during February is necessary to prepare the beginning of the new year.

This month is dedicated to Februus and Februa (male and female numen of "The Purifying") who, being positive energies, are opposed to Febris (The Fever), the negative energy.

The festivities during February are thus linked to purification activities (for the body, spirit, sites, objects, etc.)
 
February the 1st - Amburbium: festivity for the purification of villages and cities and their public sites through a circular procession holding a februum (a purification tool). The same ceremony can be applied for home purification.

This kind of public purification rite is not at present viable, but a private version of Amburbium can be made to purify our private space at home. The Amburbium can be made walking outside around the house (or, when not possible, inside the house) holding in the left hand a lituus (or a baculum) and offering to Februus/Februa milk, wine and water. 


In these days of purification, it's better to refrain from eating meat and drinking alcohols and liquors. When possible it's good to devote time to reflections and meditation. This purification process should be considered of sort of therapy of purification essentially based on the following principles:
  • spiritual research
  • deep personal introspection
  • reading
  • silence
  • listening
  • deep attention
  • self control
  • indifference towards not important things and issues
I'd like to cite these words by G. Friedmann: "Do your own flight every day! At least just one moment which can be brief but intense. Everyday a spiritual exercise, alone or with another person desiring personal improving. Escaping the idea of duration and time. Trying to eliminate passions, vanity, fame. Avoiding gossip, pity and hate. Loving the entire community of free men/women. Becoming eternal, overcoming personal limits".

I have prepared the following brief invocation to Februus/Februa re-adapting the invocation for the land purification from Cato (De Agricoltura)

First invoking Janus, then Jupiter/Juno, then Februus/Februa with a libatio with wine. At the end, invoke Vesta
"Februus/Februa I invoke you and I ask you to be propitious to me, to my family, to my house. I offer to you this wine so that you will keep diseases, desolation and all visible/invisible harms out of our bodies, spirits and souls. Give well-being to me, to my family and to this house. purify me, my family and my house".
Other festivities:
  • february 13th - 21st - Parentalia
  • february 15th - Lupercalia
  • february 17th - Quirinalia
  • february 21st - Feralia
  • february 23rd - Terminalia
  • february 24th - Regifugium
  • february 27th - Equiria
  • february 28th - Februalia

Febbraio

Il mese di Febbraio è dedicato alla purificazione. Durante questo mese vengono ricordati i defunti, gli animali magici, le attività pacifiche ed il sonno. Tutti gli strumenti di purificazione si chiamano februum.

Bisogna ricordare che l'anno tradizionale inizia con il mese di marzo: quindi la purificazione del mese di febbraio è necessaria come preparazione per l'avvio dell'anno vero e proprio.

Il mese è dedicato a Februus e Februa (il Purificatore/la Purificatrice) che, in quanto energie positive, si oppongono a Febris (la Febbre) energia negativa.

Tutte le festività del mese sono quindi legate ad attività di purificazione (del corpo, dello spirito, dei luoghi, degli oggetti, ecc...)

1 febbraio - Amburbium: festa di purificazione del villaggio o della città e dei suoi luoghi pubblici tramite una processione circolare tenendo in mano un februum ovvero uno strumento di purificazione. Stessa cerimonia per la purificazione della casa.
L'Amburbium prevede un camminare intorno alla casa (o al suo interno ove ciò non sia possibile) tenendo in mano il lituo (o il baculum) e offrendo a Februus/Februa latte, vino e acqua.
In questi giorni di purificazione sarà utile astenersi dal consumo della carne e di alcolici. Quando possibile dedicare tempo alla riflessione e alla meditazione.
Questo processo di purificazione deve essere considerato una vera e propria forma di terapia. Questa terapia di purificazione si deve basare su questi principi:
  • la ricerca
  • l'esame approfondito
  • la lettura
  • il silenzio
  • l'ascolto
  • l'attenzione
  • il dominio di sè
  • l'indifferenza alle cose indifferenti
Cito le parole di G. Friedmann: "Fare il proprio volo ogni giorno! Almeno un momento che può essere breve, purchè sia intenso. Ogni giorno un esercizio spirituale, da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Uscire dalla durata. Sforzarsi di spogliarsi delle proprie passioni, delle vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Fuggire la maldicenza. Deporre la pietà e l'odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi".
 
Una piccola invocazione a Februus/Februa riadattata dall'invocazione di Catone per la purificazione dei campi.
 
Invocare prima Giano, poi Giove/Giunone quindi Februus/Februa libando con vino. Chiudere l'invocazione citando Vesta.
 
"Februus/Februa vi prego e vi chiedo di essere propizi a me, alla mia famiglia, alla mia casa. Offro questo vino affinchè allontaniate la malattia, la desolazione e tutti mali visibili e invisibili dai nostri corpi e dai nostri animi. Date benessere a me, alla mia famiglia e a questa casa: purificate me, la mia famiglia e questa casa".

Altre festività:
  • 13-21 febbraio - Parentalia
  • 15 febbraio - Lupercalia
  • 17 febbraio - Quirinalia
  • 21 febbraio - Feralia
  • 23 febbraio - Terminalia
  • 24 febbraio - Regifugium
  • 27 febbraio - Equiria
  • 28 febbraio - Februalia