Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
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lunedì 16 dicembre 2013

Otium

Uno dei concetti e delle pratiche più importanti della Spiritualità Tradizionale Romana è certamente quello di Otium.

Si tratta di un concetto difficile da spiegare ed una pratica complessa da seguire: sinteticamente si può dire che l'Otium significa pace e benessere interiore, una condizione che si contrappone a quella dell'agitazione. Agitare in latino significa sia pensare in modo confuso sia uno stato intenso di azione, di fare. In questo senso il pensiero e il fare ossessivo tipico dell'agitazione conducono all'inquitudine.

L'otium è pertanto una condizione diametralmente opposta a quella dell'agitare e dell'agitazione. Se l'agitazione è il risultato del pensare e dell'azione, l'otium implica la cessazione del pensare e dell'azione; tramite una concentrazione profonda e per sottrazione continua, si giunge alla capacità e possibilità di fermare tutti i pensieri e tutte le azioni.

L'otium non esprime tuttavia un'immobilità fisica ed intellettuale. Quando si giunge a questo stato di quiete cessa la "discriminazione" e la "separazione": si acquista la percezione di essere una parte della totalità dell'esistente. Si giunge alla consapevolezza di essere una parte del Tutto. Le azioni e i pensieri in uno stato di otium fluiscono in modo del tutto naturale, senza sforzo: si sta in uno stato di silenzio interiore in cui tutto scorre in modo spontaneo. 

L'otium conduce ad uno stato di pace con la vita e con la morte, senza intenzioni, senza volontà, senza sforzo, senza preoccupazione, senza bisogni o desideri, senza scopi, obiettivi o risultati: si ha la sola percezione di "accadere" hic et nunc.

Il benessere generato dall'otium è il risultato dell'assenza di desideri, percezione di tranquillità, pace con sè stessi, consapevolezza di scoprire la nostra natura essenziale, percezione della semplicità della vita, equilibrio.

L'otium implica che la mente possa "respirare" e che vinca la distrazione causata dall'agitazione fisica e mentale, dall'inquitudine e dall'irrequitezza.

La pratica dell'otium risulta molto difficile da spiegare: sperimentare una calma assoluta e naturale che scaturisce dal nulla è l'essenza dell'otium. Sedere in meditazione in solitudine, possibilmente sotto un albero oppure camminare lentamente lungo una strada di campagna possono contribuire a raggiungere, con l'aiuto di un tutor, un'esperienza di otium nel momento in cui si percepisce morbidezza, assenza di rigidità, questo fluire naturale di noi stessi come parte del Tutto.

Gli elementi principali per la pratica dell'otium sono:
  • Non-attaccamento
  • Naturalezza
  • Calma
  • Vuoto




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